Il policlinico Le Scotte
Il policlinico Le Scotte

Siena, 18 giugno 2019 - La moglie è morta, dopo oltre 4 mesi di ospedale. Un problema dietro l’altro, una volta data alla luce la loro bambina. Non ce l’ha fatta a superarli tutti. Così toccherà al marito, 46 anni, tirare su da solo entrambi i figli. Raccontare loro della mamma, del suo carattere e delle sue origini straniere, dell’amore che provava per entrambi. E poi di come è volata in cielo.

Dopo la nascita di un maschietto era arrivata la femmina. Che è bellissima e sta bene, ma conoscerà appunto la madre soltanto dalle fotografie perché non ha neppure cinque mesi. Tanto è passato dal 29 gennaio scorso, quando la donna ha partorito, al 14 giugno, giorno della sua morte. Aveva 38 anni. Era straniera ma qui si era costruita una famiglia affiatata. Tutti le volevano bene. E adesso sono segnati dal dolore. Compresi i genitori arrivati dall’estero per poter salutare la figlia, un’ultima volta. Si attende che il magistrato che ora indaga sul caso, il pm Valentina Magnini, disponga l’autopsia. Potrebbe svolgersi domani a Firenze, ma non c’è ancora l’ufficialità. E solo dopo la salma sarà restituita per il funerale ai suoi cari. Che si sono rivolti all’avvocato Duccio Panti per seguire la vicenda, a seguito dell’esposto presentato dal marito ai carabinieri di Siena. Il medico legale che si occupa del caso per conto della famiglia è Fiora Maffei. Il dubbio che attanaglia il marito è che, forse, si sarebbe potuta salvare se fosse stato programmato un parto cesareo invece di quello naturale. Anche una specialista, infatti, avrebbe consigliato alla coppia di seguire questa strada, venendo però dissuasa alle Scotte di tale necessità. Non serviva. Invece, secondo quanto racconta la famiglia, la ginecologa dell’Asl avrebbe consigliato il cesareo perché la gravidanza sembrava a rischio. Aspetti che toccherà adesso alla procura valutare. Analizzando i documenti sanitari relativi alle condizioni della donna ma anche le cartelle cliniche che tratteggiano i problemi ai reni, il trasferimento in cardiochirurgia, poi in terapia intensiva dove è deceduta.

Nuovi sviluppi, invece, ci sono stati ieri nell’inchiesta che vede sempre al centro il policlinico per la morte di Mohamed, un bambino di 10 anni. L’autopsia è stata sospesa due volte, l’ultima perché tre dei quattro difensori degli indagati per omicidio colposo si erano riservati la richiesta di incidente probatorio. Che, proprio ieri mattina, è stata depositata dagli avvocati Enrico De Martino, Beniamino Schiavone e Giulia Zani. Di conseguenza bisognerà ancora attendere una decina di giorni prima che l’esame sia effettuato sul piccolo, morto alle Scotte il 29 maggio scorso.

La.Valde.