Radicofani, 12 aprile 2018 - Nessuna traccia di veleni nelle carcasse dei due trovati impiccati a un cartello stradale di Radicofani. La morte dei due animali, secondo le analisi tecniche svolte dal dottor Rosario Fico, dell’Istituto zooprofilattico di Grosseto, fu causata da lesioni provocate da impatto con un automezzo, forse un grosso fuoristrada.

Mentre le indagini dei carabinieri, compresi quelli Forestali, e della Polizia Provinciale proseguono, si scopre grazie al Dna che i due animali, un maschio e una femmina, erano fratelli di cinque mesi di vita. E’ risultato che un loro nonno, o la nonna, erano lupi, dunque "benché ibridi, vanno considerati per legge dei lupi». Le analisi tossicologiche hanno escluso, come detto, la presenza di sostanze venefiche nel loro sangue e nel loro stomaco. Da qui la certezza che non sono stati avvelenati e che non erano detenuti in clandestina cattività".

E' molto probabile che l’investimento, forse casuale, sia avvenuto durante l’attraversamento di una strada da parte degli animali che risultano essere stati urtati violentemente sul lato destro, probabilmente da un fuoristrada a giudicare dall’altezza dell’impatto sui loro corpi. Un investimento di animali casuale, basti pensare a quelli di cinghiali e caprioli, che nella nostra provincia si ripetono, basti dire che dall’inizio dell’anno ce ne sono stai già trenta. Resta da capire il perché le due carcasse siano state impiccate. Su questo fronte le indagini proseguono al fine di individuare chi si è reso responsabile del reato di uccisione di esemplari di specie animale protetta. E lo «spunto» potrebbe esser dato dall’individuazione del mezzo che ha investito gli animali. Dopo sei mesi è difficile poter trovare il fuoristrada o l’auto di grossa cilindrata. Quello che invece pare certo è che l’investitore ha compiuto un atto pienamente consapevole quando, invece di abbandonare gli animali morti, ha deciso di caricarli, portarli fin sulla Provinciale e impiccarli al cartello stradale.