di Teresa Scarcella Il tema scuola apre una voragine di pensieri e opinioni contrastanti. Il ministero più nell’occhio del ciclone, è senza dubbio quello dell’Istruzione. Didattica a distanza e lezioni in presenza, a quali condizioni? Banchi monoposto, ma se non ci sono gli spazi? Classi doppie, ma con quali insegnanti? Lucia Azzolina assicura che a metà settembre si tornerà tra i banchi in sicurezza e spera nella collaborazione da parte dei sindacati. Che, però, proprio non riescono a camminare a braccetto con la ministra. "Chiunque non viva nel mondo dei sogni, sa bene che le cose non si realizzano senza provvedimenti" afferma a muso duro Anna...

di Teresa Scarcella

Il tema scuola apre una voragine di pensieri e opinioni contrastanti. Il ministero più nell’occhio del ciclone, è senza dubbio quello dell’Istruzione. Didattica a distanza e lezioni in presenza, a quali condizioni? Banchi monoposto, ma se non ci sono gli spazi? Classi doppie, ma con quali insegnanti?

Lucia Azzolina assicura che a metà settembre si tornerà tra i banchi in sicurezza e spera nella collaborazione da parte dei sindacati. Che, però, proprio non riescono a camminare a braccetto con la ministra. "Chiunque non viva nel mondo dei sogni, sa bene che le cose non si realizzano senza provvedimenti" afferma a muso duro Anna Cassanelli, segretario Flc Cgil. Una frase che nasce da quelle mancanze, evidenziate dai sindacati, che potrebbero ostacolare il piano roseo della ministra. Due questioni, fondamentali che al momento paralizzano il dibattito: organico e spazi. Sempre loro.

Sono mesi, ormai, che c’è il problema delle aule che non ci sono (basti pensare al Piccolomini, al Monna Agnese a Siena) e del personale, sia docenti che tecnici e amministrativi, che scarseggia. I secondi più dei primi nella nostra provincia, a maggior ragione se si pensa di aumentare le classi per evitare assembramenti e 30 bambini in un’aula. Lo ricorda anche l’assessore regionale Cristina Grieco che tra l’altro plaude al sistema scolastico toscano evidenziando come il 65% delle aule non avrà bisogno di intervento.

Chissà, però, quanto ci sia di senese in quel 35%. "La questione del Monna Agnese, con il trasferimento in viale Sardegna, troverà una soluzione non prima di 3 anni. Così ci è stato detto dal presidente della provincia – spiega Alessandra Agabiti di Cisl scuola -. Le scuole stanno raschiando il fondo del barile per vedere di utilizzare altri spazi, ma non è facile. Per non parlare dell’infanzia. L’unico modo è ridurre il numero dei bambini e dividere le classi, laddove ci sono gli spazi. Ma se non arriva l’organico? A settembre avremo tante supplenze". Ovvero tanti precari. Gli stessi che qualche giorno fa hanno incontrato il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani, a Siena per la campagna elettorale, che ha riservato loro parole rassicuranti. Non si può dire lo stesso delle parole con cui Anna Cassanelli commenta le promesse. "Vorrei ricordare a Forza Italia che gli 8 miliardi alla scuola li hanno tolti loro. Prima di fare promesse, farebbero bene a rinnegare quanto hanno fatto. Tutti i partiti dovrebbero fare un passo indietro rispetto alle politiche che hanno distrutto la scuola pubblica".

Campagna elettorale a parte, a scuola si tornerà fra circa due mesi e siamo in piena fase di preparativi. I sindacati hanno infatti chiesto un altro incontro al provveditore per fare il punto della situazione. Non si sa se avverrà con il nuovo o con quello uscente. Si perché tra le tante cose, c’è anche la novità del cambio della guardia al provveditorato agli studi. "In questa fase, qualsiasi cambiamento non è certo auspicabile – commenta Cassaneli -. Chiunque arrivi dovrà rendersi conto della nostra realtà, a meno che non sia di Siena". Il sostituto, però, dovrebbe arrivare da Roma. Nella preoccupazione di dover ricominciare da zero, l’unica speranza dei sindacati è che per questa volta Siena non sia costretta a contendersi’ il provveditore con altre province toscane.