PAOLA TOMASSONI
Cronaca

L’arrivo del grande caldo. Bova: "Pronto soccorso, gli accessi sono tornati al periodo pre-Covid"

Il direttore della struttura di primo ingresso al policlinico de Le Scotte: "Le elevate temperature incidono, in particolare sulle patologie croniche".

L’arrivo del grande caldo. Bova: "Pronto soccorso, gli accessi sono tornati al periodo pre-Covid"

L’arrivo del grande caldo. Bova: "Pronto soccorso, gli accessi sono tornati al periodo pre-Covid"

"Il Pronto soccorso è aperto e attivo 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno. Nonostante le ferie, anche in estate garantiamo lo standard di servizi del resto dell’anno, con capacità di risposta sempre ottimale. Detto questo, abbiamo fatto sette contratti a medici in formazione, specializzandi, grazie ai quali potremo potenziare l’organico e coprire i turni", annuncia il dottor Giovanni Bova, direttore del Pronto soccorso del policlinico Le Scotte, la prima fila sul fronte sanitario, tanto più d’estate quando la maggiore mobilità vede l’utenza abituale incrementata dai turisti.

Con l’innalzamento delle temperature si apre la stagione più ‘calda’ per l’emergenza ospedaliera. Un’organizzazione ad hoc?

"Quella di sempre, la nostra migliore risposta ai bisogni. Siamo sempre pronti: quest’anno non ci sono stati ancora picchi di caldo capaci di incidere sulle patologie legate alla stagione. Abbiamo in questo periodo una media di 180 ingressi al giorno, con picchi fino a 220, ma al momento siamo al di sotto. Quest’anno nel primo semestre siamo a circa 4mila accessi in più annuali, quindi torneremo sui valori preCovid del 2019. Certo il movimento sta aumentando ed è legato soprattutto a patologie da calore, alla traumatologia e a problematiche stagionali, come punture di insetti. Poi c’è una recrudescenza del Covid, anche d’estate"

Chi arriva dunque in pronto soccorso?

"L’incremento è legato soprattutto alla traumatologia, per cui siamo riferimento dell’area vasta Toscana Sud: con la maggiore mobilità d’estate aumentano gli incidenti stradali e anche quelli domestici, le cadute. Circa il 20-25 per cento dei pazienti attuali arriva per traumi. Poi ci sono le patologie da calore: si va dall’eritema alla disidratazione, ai crampi, fino al vero e proprio colpo di calore. E risentono del caldo le persone affette da patologie croniche: il paziente cardiopatico e quello con problemi respiratori".

Maggiori attenzioni e buon senso nelle attività abitudinarie a chi sono richieste?

"Senza dubbio alle fasce anagrafiche estreme, anziani e bimbi, che sono più fragili. Ma col caldo deve stare attento anche chi ha difficoltà a regolare la temperatura corporea, chi è in sovrappeso dunque e chi fa uso e abuso di alcol e stupefacenti e infine chi prende farmaci. L’ipertermia può determinare problemi seri anche a chi fa sforzi, anche attività sportiva quindi, nelle ore più calde. Proprio in questi giorni Regione Toscana ha fornito delle linee di indirizzo con percorsi facilitati per le patologie da calore, soprattutto con interventi sul territorio". Raccomandazioni?

"Prima di tutto buonsenso. Visto che passiamo più tempo in auto per viaggi e spostamenti, evitiamo di farlo nelle ore più calde; areare l’auto e non lasciare persone o animali all’interno della vettura in sosta, parcheggiata al sole. Evitare di stare a lungo sotto i raggi del sole; poi bere molto, bevande non alcoliche, attenzione anche al caffè; indossare indumenti di colore chiaro e non aderenti; occhio alla conservazione di farmaci, da non tenere esposti al sole; e per chi segue terapie farmacologiche valutare con il proprio medico o lo specialista la possibilità di riduzione e misurare una volta in più la pressione".