La protesta sotto le tende. "Notte passata all’università, aspettiamo risposte dai rettori"

Aumentano i partecipanti al sit in del Comitato Palestina Siena al polo universitario di via Mattiol i "Contestiamo gli accordi con Israele e la Marina militare, 8 borse di studio sono pochissime"

La protesta degli studenti

La protesta degli studenti

Siena, 15 maggio 2024 – Non accenna a terminare la protesta degli studenti del comitato Palestina Siena, accampati all’ingresso del Polo Mattioli per ottenere un incontro con i due rettori e mettere in discussione gli accordi internazionali delle due università senese. Gli studenti hanno passato la notte all’ingresso del Polo e le tende sono aumentate ma finora il Comitato non ha ottenuto quanto richiesto. "Siamo soddisfatti, perché c’è grande partecipazione sia degli studenti, che di curiosi e cittadini. C’è anche solidarietà – ha raccontato Samuele Picchianti, rappresentante del Comitato -. Abbiamo dormito qui, una trentina di persone in dieci tende. Durante il giorno l’accampamento si è popolato per le iniziative, fra cui un workshop sugli accordi dell’Università degli studi e dell’Università per Stranieri, con la Marina Militare e con Israele e le aziende produttrici di armi".

L’occupazione pacifica mirava in primo luogo, ad ottenere un incontro con i due rettori oggi, in occasione dell’anniversario della Nakba, ma l’obiettivo sembra lontano dall’essere raggiunto. "Abbiamo avuto risposta dal rettore Di Pietra che ha rifiutato l’incontro; gli era stata mandata la stessa lettera inviata anche a Montanari – ha spiegato Francesca Parri -. Mentre Montanari ha rifiutato l’incontro per indisponibilità ma invitandoci ad un’altra data Di Pietra ha detto che l’Università ha già fatto abbastanza dichiarando la necessità di un cessate il fuoco e mettendo a disposizione borse di studio". Insoddisfazione quindi da parte del Comitato: "Per noi questo non è abbastanza – ha detto Parri - perché otto borse di studio sono veramente pochissime, anche se è un impegno che l’Università fa bene a prendere".

La protesta continuerà in attesa di risposte dai due rettori. "Continueremo a rimanere qui, in accampamento – ha ribadito Parri -. Pretendiamo delle risposte concrete con una presa di responsabilità da parte dell’Ateneo e da parte di quei docenti che hanno stilato gli attuali accordi con le università israeliane". Le rivendicazioni del Comitato sono chiare: la condanna da parte delle università dell’aggressione israeliana nella Striscia di Gaza, la fine degli accordi con Israele e con le aziende produttrici di armi e l’incremento delle misure a sostegno della comunità palestinese.

Eleonora Rosi