La notte magica della Selva, Giorgi: "Giovanni, rifamolo presto"

Il capitano cita Verdone e la piazza ’esplode’. Il priore Mocenni: "Rispetto per tutti, paura di nessuno"

Foto ricordo della famiglia Westerman davanti al box di Violenta da Clodia

Foto ricordo della famiglia Westerman davanti al box di Violenta da Clodia

Siena, 2 ottobre 2023 – ”Giorni radiosi, settimane indimenticabili". E ancora: "Queste feste sono occasioni dove si costruiscono relazioni che durano tutta la vita". Mai banale, Benedetta Mocenni, giacca scintillante come l’umore della Selva, sempre più consapevole dei suoi mezzi: tradizione, umiltà e indipendenza, compattezza. Fortuna, ovviamente. Gioco di squadra. "Vinciamo e non siamo simpatici, lo comprendo ma siamo la Selva: piccola, determinata, volitiva. Vinciamo – rivendica il priore davanti ad oltre mille persone – e non siamo simpatici perché la sorte ci ha dato Violenta e il capitano ha portato Tittia per il suo terzo capolavoro. Rispetto per tutti, paura di nessuno. Occhi aperti, orecchie ritte. Questa è la Selva". L’applauso scrosciante rafforza il concetto di una Contrada che, volenti o nolenti, è diventata centrale nel Palio. "Eppure non esiste neppure una scuola per correttori, sono grato ai priori che ho affiancato dal 2000 ad oggi con sette benedizioni vittoriose", racconta quando è il suo turno don Giuseppe Acampa definito da Filippo Orsini che presentava la serata con Matilde Corbini "la nostra mano santa". Tratteggia l’amicizia con Tittia - "supera i colori del giubbetto" –, svela "il fare squadra con lo staff Palio", ringrazia "perché la scuola più potente di umanità me l’hanno fatta i selvaioli".

Oltre mille a tavola in piazza San Giovanni per il trionfo nel palio del 2 luglio

’Intensità’ era stata la parola d’ordine del priore nel discorso la sera prima del Palio. "Abbondanza", quella per descrivere il capitano Alessandro Giorgi. "Per estrazioni a sorte, primi cavalli, grandi fantini, posti al canape", si tratteggia il condottiero. Che ringrazia gli ospiti – al sindaco assicura "che saremo al suo fianco nella battaglia (per la difesa della Festa, ndr )", saluta poi il presidente Mps Luigi Lovaglio –, descrive "una Selva viva e forte" svela il pensiero al ’Guaspa’ e poi a chi "ci ha insegnato come si deve essere. Le loro anime volano con noi". Ascolta la famiglia Westerman al completo quando Giorgi dice "che credono in Siena e in questa Festa", ricordando gli 8 minuti di fuochi artificiali la sera prima nella loro villa. I ragazzi dello staff di Giorgi? Preziosi. "Nel 2015 ero mangino, a Tittia dissi ’sei il migliore’. E gliel’ho sempre ripetuto. Un grandissimo rapporto, si vede anche da come tutela la Selva in tutti i Palii. Ha capito che facciamo sul serio, sempre. Non so quale sarà il futuro ma parafrasando un personaggio a noi caro dico ’E’ stato un sacco bello fino a qui, non ti chiederemo di farlo strano perché c’è già stato il 2019. Ma rifamolo presto!". Sorride e applaude Luca Verdone, fratello di Carlo.

“La sera della prova generale feci una promessa e l’ho portata in fondo. Avete una mentalità e una voglia di vincere che mi avete trasmesso, quando indosso questo giubbetto lo sento. Terzo Palio vinto, siamo a metà strada. Mi piace stare in famiglia. Non sono bravo nei discorsi ma vi abbraccio forte forte". "Giovanni? Sarà contento quando questa piazza si chiamerà San Giovanni... Atzeni", era stata la premessa del presentatore.