MARCO BROGI
Cronaca

Indagini per corruzione. Altri due carabinieri nel mirino della Dda. Interrogati in procura

Un capitano a Prato e un appuntato a Poggibonsi avrebbero aiutato il colonnello Turini. Il militare valdelsano indagato per peculato. Avrebbe dato un passaggio al figlio del comandante con l’auto di servizio.

Indagini per corruzione. Altri due carabinieri nel mirino della Dda. Interrogati in procura

Indagini per corruzione. Altri due carabinieri nel mirino della Dda. Interrogati in procura

Si allarga l’inchiesta sui favori a imprenditori italiani e cinesi da parte del comandante dei carabinieri della compagnia di Prato Sergio Turini, dal 2016 al 2021 a capo della compagnia di Poggibonsi. Sono coinvolti anche due colleghi del colonnello, che si sarebbero messi nei guai per avere accettato le richieste del loro superiore. Le indagini sono coperte dal massimo riserbo, ma uno dei due indagati sarebbe un appuntato in forza alla compagnia di Poggibonsi al quale la Procura contesta il reato di peculato per aver accompagnato con l’auto di servizio il figlio di Turini in vari posti.

L’altro indagato è il capitano alla guida del radiomobile della Compagnia di Prato, sotto inchiesta per omessa denuncia. Non avrebbe segnalato all’autorità giudiziaria l’episodio del cinese sorpreso ad agitare un’ascia in strada lo scorso gennaio. Quell’uomo, stando a quanto emerso dalle indagini, non era stato identificato dai militari intervenuti. Era il padre di un cinese titolare di una lavanderia, amico di un appuntato in servizio a Prato. Il colonnello Turini, informato dell’accaduto, aveva chiesto di non procedere nei suoi confronti e di non sequestrare l’arma.

Il capitano è stato perquisito dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e dai pm Lorenzo Gestri, Lorenzo Boscagli e Massimo Petrocchi. Convocato in Procura si è avvalso della facoltà di non rispondere. Come ha fatto anche l’appuntato in servizio alla compagnia di Poggibonsi. Intanto all’inizio della prossima settimana partiranno gli interrogatori di garanzia davanti al gip Anna Liguori: domani sarà la volta del colonnello Turini, poi toccherà agli altri due arrestati l’imprenditore Matteini Bresci e Roberto Moretti (ai domiciliari), titolare dell’agenzia di investigazioni. Moretti, a cui secondo l’accusa Turini avrebbe procurato i clienti, verrà invece interrogato per rogatoria dal giudice di Torino.

In qualità di persona informata sui fatti è stato convocato in Procura anche il sottosegretario al ministero degli Affari esteri Giorgio Silli. Dalle indagini è emerso che su richiesta dell’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, Ad del ‘Gruppo Colle’, attualmente agli arresti domiciliari, Silli aveva scritto una lettera al comando generale dell’Arma e al Ministero della difesa affinchè Turini non venisse trasferito da Prato. Richiesta caduta nel vuoto, visto che il colonnello è stato comunque assegnato a un altro comando.

Una vicenda, quella che vede coinvolto il colonnello, che non è certo passata inosservata sul nostro territorio. Turini, del resto, ha diretto per ben cinque anni la compagnia di Poggibonsi, una delle più operative in assoluto della nostra provincia. Anche per le dimensioni del territorio su cui ha competenza, che comprende dieci comuni: sette della Valdelsa e tre del Chianti.

Un bacino di utenza di circa 90 mila abitanti. Senza contare i tanti turisti che fanno tappa a San Gimignano. Si calcola che la città delle torri attiri una media di oltre 2 milioni e mezzo di visitatori all’anno.. Un territorio, insomma, dove alle forze dell’ordine non manca di certo il lavoro. Per questo i vertici provinciali dei carabinieri, assieme a tutti i militari dell’Arma, tengono le bocche cucite su un’inchiesta che passa sulle loro teste.