Siena,17 maggio 2021 – «Non può essere lui, non può essere successo ad Andrea». Eppure era vero: uno dei fantini più amati e apprezzati, una persona che difficilmente passava indifferente per il modo di fare guascone e irriverente, bravissimo a cavallo, era morto in un incidente di macchina. Mille cadute in Piazza durante il Palio, vinto sei volte, fratture, un gravissimo infortunio e operazioni. Ma si era sempre ripreso. Questa volta non ce l’ha fatta.

E Siena è sotto choc perché se n’è andato un suo figlio. Una persona che non era solo un fantino ma un senese vero. Una brava persona. Un professionista. Era Andrea Mari. A Siena prima è arrivata la voce che ci fosse stato un incidente gravissimo ad un fantino. Ma la macchina non tornava, Andrea Mari, in arte Brio, non aveva alcuna Porsche. Invece gliel’aveva prestata un amico del cuore. Di quelli che ci sono sempre.

Una macchina – la dinamica andrà chiarita – con cui ha perso la vita a Bolgheri, contro un albero. Una tragedia. Il mondo del Palio – e la città tutta – si sono strette alla famiglia, alla moglie Ilaria con cui si era sposato nel febbraio 2019 anche se si conoscevano da ragazzini. Lacrime nel Bruco, la Contrada a cui era legato. E per cui con Schietta, nel 2019, aveva perso di pochi centimetri il Palio, l’ultimo corso prima della pandemia.

Lacrime anche dei colleghi perché Brio sapeva farsi volere bene da tutti. Una Carriera in ascesa la sua. Nato a Rosia, frazione alle porte di Siena, nel comune di Sovicille, il 13 ottobre 1977, aveva debuttato il 16 agosto 2001 nella Tartuca grazie al capitano Carlo Arezzini. Da allora ha corso 32 volte in Piazza, vincendo sei Palii. Il primo nel 2006 nella Pantera, con lo storico sorpasso alla rivale Aquila all’ultimo tuffo, quindi ha tolto la ’cuffia’ alla Civetta il 16 agosto 2009, ha trionfato il 16 agosto 2011 nella Giraffa, ancora nella Civetta il 16 agosto 2014. Successo strepitoso nella Torre il 2 luglio 2015, quindi l’ultimo nel Drago, il 2 luglio 2018. A Mociano il 4 maggio scorso, aveva gli occhi lucidi quando parlava della possibilità di non correre mai per via della pandemia anche quest’anno. Il Palio era la sua vita. E Andrea era il Palio. Parlarne al passato fa male al cuore.