"Quello che mi ha fatto tanta rabbia è che si sta speculando, contro la mia volontà, su una tragedia ancora in corso mentre l’unica cosa che si dovrebbe fare è sperare che Alex vinca la sua battaglia". Parole di Alessandro Maestrini, il videomaker perugino che ha ripreso in diretta l’incidente a Zanardi, il 19 giugno scorso. Stava infatti seguendo la Staffetta tricolore a cui partecipava il campione. Un filmato da lui subito consegnato ai carabinieri e che, stando a quanto emerge dalla consulenza sul tavolo del pm...

"Quello che mi ha fatto tanta rabbia è che si sta speculando, contro la mia volontà, su una tragedia ancora in corso mentre l’unica cosa che si dovrebbe fare è sperare che Alex vinca la sua battaglia". Parole di Alessandro Maestrini, il videomaker perugino che ha ripreso in diretta l’incidente a Zanardi, il 19 giugno scorso. Stava infatti seguendo la Staffetta tricolore a cui partecipava il campione. Un filmato da lui subito consegnato ai carabinieri e che, stando a quanto emerge dalla consulenza sul tavolo del pm Serena Menicucci, giocherebbe un ruolo cardine nella ricostruzione e anche nell’attribuzione delle responsabilità.

A far sbottare Maestrini, che era stato sentito anche in procura dopo l’incidente, la pubblicazione da parte di alcune testate di frame tratti dal suo video. Utilizzati anche nella consulenza dell’ingegner Dario Vangi, incaricato dal pm. "Sono ancora fuori città ma quando tornerò mi rivolgerò alle forze dell’ordine per fare denuncia per l’accaduto", conferma. Dopo aver affidato ad un video la sua rabbia e le sue ragioni.

"Sono la persona che ha fatto le riprese dell’incidente di Alex Zanardi il 19 giugno scorso. Subito dopo le ho consegnate ai carabinieri intervenuti sul posto che in caserma mi hanno fatto firmare il verbale di acquisizione", esordisce mostrando il foglio. "Nell’ultima parte vengo diffidato a divulgare le immagini. Nonostante io abbia ricevuto diverse offerte per queste non ho mai avuto la tentazione – prosegue Maestrini – di cederle perché io sono un testimone oculare di quell’incidente. E’ una cosa che mi ha scosso, ho sentito le urla di Alex che, non dimentichiamolo, sta ancora combattendo la sua battaglia".

Poi parte all’attacco. "Potete immaginare come mi sono sentito quando ho visto pubblicato un fotogramma del mio video, l’8 ottobre. Poi il 13 ce ne sono altri tre di fotogrammi dal mio video. Vi ricordo che quelle immagini non possono essere divulgate perché sono oggetto di un’indagine in corso. Ovviamente quei fotogrammi sono poi stati diffusi da molti altri media. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un servizio televisivo del 13 ottobre. Si parla di immagini realizzate dal ciclista ma, in realtà era il mio", rivendica Maestrini mostrando nel video la tecnica a suo dire utilizzata e come alcuni frame siano sovrapponibili.

"Ho subito riconosciuto le mie riprese anche perché – prosegue – tra me e Zanardi e il ciclista vestito di bianco non c’era nessun altro. Hanno utilizzato per oltre un minuto le mie immagini e non sono stato certo io divulgarle. Anzi, andrò dalle forze dell’ordine a denunciare quanto accaduto".

La.Valde.