PINO DI BLASIO
Cronaca

In Piazza il giorno della marmotta. Bandiera verde, si ripete la scena. Cavalli fuori dall’Entrone alle 19

Il Comune conferma gli orari di ieri, sgombero della pista e sbandierata della vittoria. Il meteo è propizio. Le riflessioni sulla Festa sospesa, la mossa rivelata 48 ore prima, i valori falsati. L’ironia social sulla rincorsa . .

In Piazza il giorno della marmotta. Bandiera verde, si ripete la scena. Cavalli fuori dall’Entrone alle 19

Il quinto giorno di Palio è stato un giorno inutile, un replay del precedente, un giorno della marmotta vissuto in Piazza. Infarcito di considerazioni sulla Festa sospesa, sulle emozioni congelate per 24 ore, sulle riflessioni di una Mossa già rivelata e di una Carriera che sarebbe andata in scena da metà primo tempo, se fosse stata un film. Poi è arrivata la pioggia alle 17,30, come previsto dai meteorologi. E la bandiera verde, per la seconda volta esposta alle trifore, pochi minuti dopo le 18, è stata la conseguenza inevitabile. Hanno vinto le nuvole e lo scroscio durato poco più di mezz’ora. La coincidenza della Carriera con gli 80 anni della Liberazione di Siena è saltata. E ora si punta a correre il Palio di Provenzano 2024 il 4 luglio, l’Indipendence Day per gli americani. Ma è stata una beffa anche per l’americano più illustre che è rimasto anche ieri a Siena: l’ex vicepresidente per 8 anni e premio Nobel per la Pace Al Gore. Che ha preferito passare una giornata a Pienza, poi restare in albergo, per ripartire stamani con moglie e cognata.

Si riproverà a correre oggi, stavolta studiando con più attenzione le previsioni meteo. Inutile fare elucubrazioni e partorire profezie ’geniali’ basate sui se: se la Lupa fosse entrata subito al verrocchino l’altra sera, se capitani, sindaco e deputati della Festa avessero deciso di anticipare la corsa alle 17, o persino a mezzogiorno, creando precedenti o ritornando a Palii di altri secoli. La decisione di correre alle 19 è stata presa tutti insieme, Comune, Contrade e deputati. Ribadita ieri mattina nella riunione tecnica convocata proprio alla luce delle previsioni e conclusasi con l’anticipo di un’ora delle operazioni di sgombero della pista. Per guadagnare tempo in caso di pioggia leggera, per risistemare il tufo senza che fosse rovinato dalle persone.

Un’accortezza che, purtroppo, si è rivelata vana. Il Palio rinviato è sempre altra cosa rispetto alla Carriera canonica. Soprattutto quando si conosce già l’ordine della Mossa e le Contrade hanno 48 ore per stringere patti e puntare a una mossa favorevole o che danneggi la rivale. Due giorni di ’tondino’ senza cavalli, con un meme che girava ieri sui social davvero esilarante: la segreteria telefonica della Lupa che dirottava chiamate per chi voleva parlare con il fantino, con i dirigenti o pagare il prezzo dell’accordo alla mossa.

Sarà un Palio dai valori falsati? Di sicuro sarà un Palio intimo, senza ospiti e con le trifore dei Palazzi del potere più vuote. I dubbi sulle strategie dei capitani, sulla preparazione dei cavalli, sulle due coppie di rivali (Nicchio-Valdimontone e Civetta-Leocorno) vicine ai canapi, saranno fugati solo quando il mossiere Ambrosione richiamerà le Contrade, partendo dalla Pantera. L’ultima volta del Palio corso il 4 luglio fu nel 1979. Vinse la Civetta con Tremoto su Quebel. Un precedente che ieri hanno rammentato in tanti.