"Sono spiacente di non poter essere lì con voi di persona", così il Principe Carlo d’Inghilterra in un messaggio video apre la 28esima Conferenza di Pontiggnano, nell’aula magna del Rettorato dell’Università di Siena. Era il 1993 quando si inaugurava il primo bilaterale dell’agenda anglo-italiana, organizzato dall’Ambasciata Britannica in Italia e dal British Council. Un’inaugurazione di un evento eccezionale con un intervento unico, nella prima Conference dopo la Brexit e dopo la pandemia. Alla pandemia e alle ferite indelebili lasciate si richiama il Principe...

"Sono spiacente di non poter essere lì con voi di persona", così il Principe Carlo d’Inghilterra in un messaggio video apre la 28esima Conferenza di Pontiggnano, nell’aula magna del Rettorato dell’Università di Siena. Era il 1993 quando si inaugurava il primo bilaterale dell’agenda anglo-italiana, organizzato dall’Ambasciata Britannica in Italia e dal British Council.

Un’inaugurazione di un evento eccezionale con un intervento unico, nella prima Conference dopo la Brexit e dopo la pandemia. Alla pandemia e alle ferite indelebili lasciate si richiama il Principe che invoca il ’punto di rottura’, il ’reset’ globale per dare il via alla ripartenza. "La crisi senza precedenti del Covid sembra aver cambiato il mondo in maniera incommensurabile, influendo sulle vite ma anche sui modi di vivere. Nutro la più grande ammirazione per tutti coloro che hanno saputo dimostrare resilienza e uno straordinario sentimento di solidarietà reciproca, nei momenti più difficili e ora che i nostri due Paesi affrontano le sempre più urgenti sfide condivise di una ripresa verde, inclusiva e sostenibile. Questa è la sfida per il mondo intero, per cui sarà necessario un impegno a livello internazionale se vogliamo ottenere un reset su scala globale, o meglio, una ripartenza che funzioni per tutti, che assista i più vulnerabili e sia in grado di preservare il nostro delicato equilibrio con la Natura. Il tempo sta scadendo. Il prossimo anno, il Regno unito e l’Italia avranno grandi responsabilità in merito a questa ripresa, con le presidenze del G7 e del G20 e della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Insieme, abbiamo un’opportunità senza precedenti per prendere l’iniziativa e assicurarci una ricostruzione migliore su scala globale. Milioni di persone nel mondo stanno guardando a ciò che il Regno Unito e l’Italia possono realizzare insieme. E quindi posso solo chiedervi di generare idee creative per ’ricostruire meglio’. Abbiamo un’occasione imperdibile per garantire il futuro delle prossime generazioni".

E parte con una lettera inviata dalla Regina Elisabetta il 23 dicembre 2014 al Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano la motivazoone dell’assegnazione del premio Pontiganno Award, ritirato ieri dal figlio Giulio. "Vorrei trasmetterLe la mia ammirazione - scriveva la Regina - per il modo in cui ha servito il Suo Paese con senso del dovere e fedeltà". "Quando lo scorso anno abbiamo istituito il Pontignano Award - spiega l’onorevole Carlo Calenda, presidente di parte italiana della Conference – abbiamo deciso di conferirlo al Presidente Napolitano, personalità che ha fortemente contribuito a promuovere i valori che ispirano il nostro incontro annuale: dialogo, ricerca intellettuale, servizio al bene comune, cooperazione internazionale e impegno a rafforzare ulteriormente il rapporto tra il Regno Unito e l’Italia".

Paola Tomassoni