Il bilancio del procuratore Boni: "Truffe on line, numeri in crescita"

Ma il fenomeno del momento restano quelle agli anziani. Reati del Codice rosso, dati sostanzialmente stabili

Il bilancio del procuratore Boni: "Truffe on line, numeri in crescita"

Il bilancio del procuratore Boni: "Truffe on line, numeri in crescita"

di Laura Valdesi

SIENA

I furti nelle abitazioni tornati a livelli pre-pandemia, l’esplosione delle truffe on line, i tre reati più importanti che rientrano nel ‘Codice rosso’ – maltrattamenti in famiglia, stalking e quelli contro le libertà sessuali – sostanzialmente stabili. E’ la fotografia della nostra provincia scattata grazie ai dati dell’attività della procura della repubblica nell’ultimo anno giudiziario che va dal primo luglio 2022 al 30 giugno 2023. Freschi di invio, come ogni anno, al procuratore generale della Corte di appello.

"Necessita una premessa su alcuni aspetti. Primo, non dico nulla di nuovo, il vero problema di Siena è la carenza di personale amministrativo. Di fatto per l’intero anno giudiziario a cui si riferiscono i dati ha operato al 50% in procura. Su una pianta organica di 42 persone al luglio 2022 ce n’erano 28, dodici mesi dopo 21. Senza considerare assenze per malattie, permessi previsti per legge, infortuni. Ciò determina una costante difficoltà – spiega il procuratore Andrea Boni –, nonostante l’encomiabile e costante impegno profuso dai colleghi e da tutto il personale grazie al quale l’Ufficio è riuscito comunque ad ottenere buone performance. Al momento del mio arrivo, il 30 giugno scorso, c’erano centinaia di fascicoli con provvedimento del magistrato, per esempio archiviazione e 415 bis, fermi nelle segreterie non essendoci personale amministrativo che riusciva a fare fronte al lavoro svolto dai magistrati. Il ritardo nelle iscrizioni era di circa 30 giorni dei fascicoli. Ciò ha inciso sul dato statistico".

Un esempio: risultano definiti un po’ meno procedimenti ma solo perché non scaricati al sistema generale per cui erano formalmente pendenti sebbene, sottolinea Boni, ci fossero tanti provvedimenti. "Giustamente il dottor Nicola Marini come facente funzioni, i colleghi e le segreterie hanno privilegiato i fascicoli noti per i quali si esercitava l’azione penale", prosegue Boni. "Hanno fatto veramente l’impossibile – sostiene – tanto che, nonostante questa situazione, i fascicoli definiti dei modelli 21 nell’anno giudiziario precedente erano stati 3696 e al 30 giugno 2023 risultano 3598. Con una riduzione solo del 2,65%. La situazione è ora leggermente migliorata grazie alla possibilità di risorse aggiuntive".

Poi il focus sui reati. "Stabili, complessivamente, i tre più importanti del ‘Codice rosso’: in fatto di stalking si è passati da 69 a 70, quelli contro la libertà sessuale da 31 a 39 e i maltrattamenti in famiglia da 156 a 144. Restano inalterati, comunque elevati, i numeri in materia di stupefacenti: 86 procedimenti contro noti, 69 contro ignoti. L’anno giudiziario precedente figurano rispettivamente 90 e 67. Ma credo che il dato forse più significativo – osserva il procuratore Boni – riguarda le truffe a tutto tondo dove si è passati da 348 a 363 procedimenti contro noti con un aumento, da 301 a 428, di quelli contro ignoti. In quest’ultima cifra una parte rilevante riguarda i raggiri on line che rileviamo in netta ascesa. Avvengono nella rete e difficilmente si riescono ad individuare gli autori perché usano magari utenze e conti esteri, carte prepagate straniere o intestate a persone inesistenti, per esempio". Quindi il capitolo raggiri agli anziani che Boni definisce "il fenomeno del momento. Che continua nonostante l’impegno di tante persone, gli arresti, le opere di prevenzione da più parti. Stiamo comunque compiendo uno sforzo investigativo importante su tale versante, forze di polizia e procura insieme".

I furti nelle case sono da sempre uno dei reati che più colpiscono, anche psicologicamente, i cittadini incidendo sulla privacy delle famiglie. "Siamo tornati a livelli pre-pandemia – osserva il procuratore –, con 42 procedimenti contro noti, erano invece 34, e 721 contro ignoti a fronte dei 573 attestati per l’anno giudiziario precedente".