Le Giubbe rosse (Foto archivio Pressphoto)
Le Giubbe rosse (Foto archivio Pressphoto)

Siena, 26 luglio 2019 -  Le Giubbe rosse hanno un nuovo proprietario. Lo storico caffè fiorentino, teatro un secolo fa della rissa a colpi di schiaffoni tra i futuristi di Marinetti e gli intellettuali della Voce di Ardengo Soffici, e poi tappa preferita di poeti e scrittori, da Montale a Quasimodo e Vittorini, è entrato nell’orbita della ‘Scudieri International srl’, società fiorentina che già gestisce l’omonimo caffè in Piazza San Giovanni e il bar a Palazzo Pitti. Ma è una società controllata dal gruppo Nannini e da Sielna, holding che ha tra gli amministratori Cataldo Staffieri, Maxim Constantin Catalin, amministratore delegato, e Igor Bidilo, imprenditore kazako che ha la maggioranza delle quote nella società. Sielna, oltre al marchio Nannini, gestisce una dozzina di locali a Siena, la metà in Piazza del Campo, e a Milano ha rilevato il ristorante Valentino Vintage.

L’offerta di Scudieri International è stata quella che ha fatto vincere l’asta, che aveva come prezzo base 1 milione e 30 mila euro. Quella di ieri era l’ultima chance, con ‘offerta irrevocabile ed eventuale gara’ per salvare un pezzo di storia della città e il futuro di venti dipendenti. E per fortuna è stata colta, anche se l’aggiudicazione definitiva arriverà dopo le verifiche del tribunale. Era la quarta asta sulle Giubbe Rosse: le tre precedenti, con il prezzo base sceso da 1 milione e 420mila euro fino a 1.152.000 euro, erano andate deserte.

La prima a dare la notizia è stata la Filcams Cgil. «Finalmente l’omissione di soccorso, che avevamo denunciato per la mancata partecipazione alle precedenti aste, è terminata: un importante marchio fiorentino del gruppo Scudieri acquista il Caffè Giubbe Rosse. Nonostante le aste deserte abbiamo sempre creduto che la chiusura delle Giubbe Rosse fosse una ferita profonda per Firenze. Adesso si riaccende una luce e al contempo la Filcams vuole essere protagonista del rilancio del caffè letterario insieme ai lavoratori, per mantenere anche il valore storico nel centro della città».

Grande soddisfazione del curatore fallimentare Valerio Pandolfi, quando ormai le prospettive sembravano ridottissime, anche per l’impossibilità di continuare con l’esercizio provvisorio disposto dal Tribunale per salvare attività e livelli occupazionali.

«Ci hanno fatto penare fino all’ultimo - dice Pandolfi -,  ma è andata bene. Per motivi scaramantici ricordo che c’è stata l’aggiudicazione e che da oggi (ieri, ndc) partono i 60 giorni per la stipula del contratto. Voglio sottolineare il lavoro del Tribunale (giudice delegato Rosa Selvarolo) e del Comune: ci è stato vicino. Spero di incontrare il sindaco Nardella, per festeggiare. Siamo felici soprattutto per i dipendenti. Se ci sono stati altri gruppi interessati? Ho avuto contatti con professionisti per conto di imprenditori dei quali, però, non ho chiesto i nomi, né se sono italiani, o meno italiani».