Fantacci, i dipendenti in sciopero: "Disdetto il contratto integrativo"

La protesta della Fiom Cgil, la segretaria Miniero: "Decisione senza confronto con le parti sociali"

Fantacci, i dipendenti in sciopero: "Disdetto il contratto integrativo"

Fantacci, i dipendenti in sciopero: "Disdetto il contratto integrativo"

Lavoratori di fronte all’ingresso della Fantacci a Poggibonsi, realtà nel settore degli utensili per serramenti in legno attiva da quasi sessanta anni e oggi con un totale di cinquanta lavoratori, compresi i dipendenti della sede di Certaldo. Fiom Cgil Siena ha indetto due ore di sciopero nella giornata di ieri dalle 13,30 alle 15,30, all’interno di un più ampio pacchetto di ore di astensione dal lavoro.

Il motivo? "La disdetta, da parte dell’azienda, del contratto integrativo. Una decisione unilaterale e senza un confronto con le parti sociali", si spiega dalla sigla sindacale, presente nella circostanza a Poggibonsi in via Raffaello, nel quartiere del Palagetto in cui opera la ditta, con la segretaria Daniela Miniero, con Fabio Cameli e con i componenti della Rappresentanza sindacale unitaria, oltre alle maestranze della Fantacci. "Chiederemo un incontro alla proprietà per affrontare le questioni a nostro parere più stringenti. Il contratto integrativo – affermano dalla Rsu – era stato sottoscritto in origine già nel 1999 per essere periodicamente rinnovato. Prevedeva in partenza un premio di produzione e successivamente una integrazione alla paga base e un premio di risultato. Nel 2010 una prima disdetta degli accordi. Oggi nella comunicazione inviata venerdì dell’azienda si fa riferimento ancora alla crisi e al quadro economico di allora. Ma per quegli eventi i lavoratori hanno già pagato e non sono più disponibili a ulteriori sacrifici. Tanto più che l’azienda nel tempo ha compiuto notevoli investimenti - i nuovi macchinari, la nascita dello stesso stabilimento di Certaldo - e il fatturato è in netta crescita. Aspetti da accogliere con indubbio favore da parte nostra. Ma non possono in questo modo essere vanificate le conquiste dei lavoratori di tutti questi anni, con una ulteriore disdetta di intese".

Altro tema ritenuto urgente da Fiom Cgil, tra quelli sul tappeto: "Per i nuovi assunti non è prevista la contrattazione aziendale e i dipendenti di più lunga data hanno visto trasformare gli importi inizialmente fissati in un superminimo". Con quale risultato, in concreto? "Così si creano disparità tra gli addetti – afferma in conclusione la segretaria Daniela Miniero – ovvero di fatto una suddivisione tra lavoratori di serie A e B. Come Fiom Cgil contrastiamo questa logica aziendale, un malcostume che purtroppo riguarda più aziende del territorio produttivo della Valdelsa".