di Riccardo Bruni Due Mari, verso il bando di gara per i lavori anche sul lotto 9. Siamo ormai in dirittura d’arrivo anche per l’ultimo tratto di strada, tra Siena e Grosseto. Entro l’estate, dovrebbe chiudersi l’iter con la pubblicazione della gara d’appalto. Il progetto esecutivo ormai c’è, e prevede il raddoppio dell’intero tratto in sede, ovvero affiancando le nuove due corsie a quelle esistenti. Applicate, quindi, le prescrizioni imposte a suo tempo dal Cipe e tutta quella serie serie di accorgimenti che ha fatto lievitare di circa venti milioni di euro il costo totale dell’opera, arrivato...

di Riccardo Bruni

Due Mari, verso il bando di gara per i lavori anche sul lotto 9. Siamo ormai in dirittura d’arrivo anche per l’ultimo tratto di strada, tra Siena e Grosseto. Entro l’estate, dovrebbe chiudersi l’iter con la pubblicazione della gara d’appalto. Il progetto esecutivo ormai c’è, e prevede il raddoppio dell’intero tratto in sede, ovvero affiancando le nuove due corsie a quelle esistenti. Applicate, quindi, le prescrizioni imposte a suo tempo dal Cipe e tutta quella serie serie di accorgimenti che ha fatto lievitare di circa venti milioni di euro il costo totale dell’opera, arrivato adesso a 180 milioni.

Tutti i passaggi sono stati completati, il cantiere è ormai all’orizzonte. In tutto sono 11,8 chilometri, tra Ornate e lo svincolo di Orgia. Degli undici lotti in cui la strada era stata divisa (non contando il lotto 0), questo è uno dei più lunghi. Attraversa tre comuni: Monticiano, Murlo e Sovicille. E sebbene non sia uno dei più complessi, sul piano strutturale, richiede comunque la realizzazione di tre svincoli a livelli sfalsati, quattro nuovi viadotti sul fiume Merse e sul fosso Ornate, oltre a numerose opere minori, tra cui tre cavalcavia, tre sottopassi, dodici ponti sui corsi d’acqua.

Mentre proseguono i lavori sul lotto 4, quello di Civitella Marittima (meno di tre chilometri, ma quasi tutti su viadotto), i tempi sembrano maturi anche per la ristrutturazione della vecchia galleria di Pari, un intervento che, una volta concluso, consentirà di aprire anche in quel tratto il traffico su quattro corsie. Proprio durante i lavori di realizzazione della nuova galleria, infatti, nella vecchia si verificò un cedimento strutturale che sul momento venne ‘tamponato’ per consentire lo scorrimento, ma che da quando il traffico è stato deviato nella nuova galleria ha comportato la chiusura dell’altra.

Adesso, i lavori dovranno essere sicuramente più approfonditi. Ma nel complesso, sebbene abbia richiesto tempo, e in alcuni casi anche molto più tempo del previsto, il raddoppio della Due Mari è un’opera che Anas può mettere in bacheca, quantomeno nel tratto tra i due capoluoghi toscani, e non solo per la realizzazione di infrastrutture come il nuovo viadotto sul Farma, ma anche per aver demolito e portato via quello vecchio pezzo per pezzo, come si farebbe con i Lego, mentre il traffico continuava a scorrere.

Tra l’altro, con l’iter burocratico ormai concluso anche negli ultimi lotti, la Siena-Grosseto non ha beneficiato neppure delle deroghe commissariali, dal momento che il lavoro che poteva essere velocizzato da questo tipo di strumenti è già concluso. Si aspetta solo di conoscere i tempi di realizzazione. Di sapere, cioè, per quante estati ancora sarà necessario fare i conti su partenze intelligenti e rientri congestionati, file, ingorghi e, purtroppo, incidenti. Ovvero, per quante estati ancora quel tremendo ‘effetto imbuto’ si verificherà puntuale quando si passa da quattro a due sole corsie, come peraltro già avvenuto, puntualmente, anche negli scorsi fine settimana.