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19 mag 2022

Siena, caso Rossi. "David era entrato in un buco nero"

L’audizione di Ilaria Dalla Riva, ex manager Mps. "Dopo la perquisizione della Finanza non era più lo stesso"

19 mag 2022
laura valdesi
Cronaca
Foto Paolo Lazzeroni-Siena-: UFFICIO DAVID ROSSI
David Rossi (nel riquadro) e il suo ufficio
Foto Paolo Lazzeroni-Siena-: UFFICIO DAVID ROSSI
David Rossi (nel riquadro) e il suo ufficio

Siena, 20 maggio 2022 - «Atti di autolesionismo? Sì, li avevo visti. Ne vorrei parlare in secretata», conferma all’onorevole Susanna Cenni (Pd) Ilaria Dalla Riva, responsabile delle risorse umane e della comunicazione interna di Banca Mps quando David Rossi volò giù dalla finestra di Rocca Salimbeni.

«Ho lavorato bene con lui, c’era un’interazione frequente professionalmente ma anche con la famiglia: andai insieme alla moglie a prendere un cane, lei accudì mia figlia. Non amicizia, però ci frequentavamo anche fuori dalla Rocca», spiega l’attuale capo del personale di Unicredit alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del manager della comunicazione. Che descrive «come persona stimata che ha continuato ad essere valorizzata nella nuova gestione», quella del presidente Alessandro Profumo e dell’ad Fabrizio Viola, «per la sua conoscenza di tutto ciò che c’era intorno al mondo delle banche, della città e degli stakeholder», aggiunge Dalla Riva.

Insomma, nessun licenziamento in vista nell’era del dopo-Mussari per Rossi. Racconta del primo tentennamento quando morì il padre, conferma che soffriva l’attacco pesante dei blog in quel periodo. Facevano lo stesso anche con lei, pubblicarono persino il suo stipendio, «peraltro inventato. Lo invitai a non personalizzare», aggiunge. «La fase brutta, direi depressiva, inizò dopo la perquisizione in casa di febbraio. Entro in un buco nero, iniziò a dire ’verranno ad arrestarmi, perderò il lavoro’. Raccontava che sarebbe andato nella casa sull’Amiata oppure a correre invece poi non lo faceva sempre per il timore dell’arresto. ’Ho un mutuo, non ce la farò’, ripeteva. Diceva che dormiva poco, non stava bene».

Confessò al capo del personale la preoccupazione per la sua immagine a Siena. «L’abbiamo confortato – osserva nella parte finale dell’audizione, dopo aver riferito in avvio dell’affiancamento della coach –, evidentemente non abbastanza. E’ il mio grande cruccio». E quando l’onorevole Cenni chiede se ritiene che la Banca abbia fatto il possibile per supportare la famiglia Dalla Riva è netta: «Direi di sì». Uno dei passaggi più intensi riguarda proprio la fase dei rapporti con gli avvocati dei congiunti di Rossi dopo la morte. La moglie rifiutò l’assunzione in banca, nonostante ne avesse diritto. All’inizio venne seguita da Lepri, poi il cambio della linea.

«Subentrò un altro legale, chiese un incontro a me e a Viola. Presenziò solo lui. Ci fu questo momento un po’ triste nel quale disse che aveva delle mail e se potevamo venirci incontro rispetto all’integrazione da riconoscere alla famiglia usando l’espressione un importo riconducibile alla buonuscita che fu data a Vigni (Antonio, direttore generale, ndr). ’Guardi, su queste cose non negoziamo. Se lei ritiene di avere gli elementi perché noi siamo stati manchevoli proceda’. Fu abbastanza imbarazzante e triste, per me si di sicuro», spiega Dalla Riva. Si sofferma anche sulla telefonata ricevuta da Viola che l’avvertì: «Vai, è successa una cosa a David».

Sostiene di essere stata lei a dare la notizia alla moglie Antonella con cui rimase a lungo, non ricorda se l’indomani o nei giorni immediatamente seguenti. Quando il vice presidente Luca Migliorino le fa notare «che Tognazzi non ci ha detto che la chiamò lei», ribatte: «A me sembra di aver fatto una chiamata a qualcuno della famiglia, lo dissi in tribunale». Il ’giallo’ del secondo pc portatile, mentre il 6 marzo sera ce ne sarebbe stato uno, emerge invece nell’audizione dell’ispettore ex Postale Michele Mencarelli che ha confermato di averne visto uno dentro una borsa, sulla sedia. Fu lui con il collega ad analizzare per conto della procura più volte la mail con cui Rossi indicava intenzioni suicidiarie a due persone, Viola e un’altra. Grazie anche all’aiuto della cognata del manager venne individuato un errore nell’uso di un programma , non genuino, che traslava i dati in maniera sbagliata. Si capì che la mail era indirizzata solo a Viola. 

 

 

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