
Il Ministro dell'agricoltura Lollobrigida con Alessio Magi e Alessandra Giardi
Asciano (Siena), 8 luglio 2025 - Due etichette, due storie, un unico territorio: quello delle Crete Senesi. Lanario e Corale non sono solo vini di punta dell’azienda Poggio alle Monache, nel cuore di Chiusure, frazione di Asciano (Siena), ma incarnano l’anima stessa di una tenuta che affonda le radici in oltre dodici secoli di storia. Il primo è un Sangiovese in purezza, che omaggia un raro falco in via d’estinzione che nidifca nei boschi dell’azienda. Il secondo, un Syrah, prende il nome dalle suore di Santa Marta, un tempo residenti nella tenuta, alle quali la tradizione attribuisce la composizione del corale del Duomo di Siena e dell’abbazia di Sant’Antimo.
Vini simbolo di una rinascita che va oltre la qualità enologica: quella dell’intera azienda agricola, oggi condotta da Alessio Magi e dalla moglie Alessandra Giardi, erede della proprietà di famiglia. A testimoniarne il valore sono arrivate recentemente due medaglie d’oro al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, consegnate come pergamene a Roma dal ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. Non solo un riconoscimento al lavoro enologico, ma anche un’occasione di valorizzazione per l’intero territorio: durante la cerimonia, lo scorso 5 luglio, a ricevere un attestato è stato anche il vicesindaco di Asciano, Mattia Mangone, in rappresentanza del Comune in cui sorge l’azienda.
Una storia lunga dodici secoli
Il percorso intrapreso dalla coppia cortonese – fatto di passione, recupero delle tradizioni e visione imprenditoriale – rende unica questa realtà nel panorama toscano. Poggio alle Monache affonda infatti le radici in un passato nobile e lontano: "Era di proprietà dei conti Piccolomini di Aragona – spiega Magi – e ha oltre 1200 anni di storia. I primi documenti che attestano la produzione di vino risalgono al 1200, conservati all’Archivio di Stato di Siena. Si parlava allora di bianchi profumati, e nel Cinquecento compaiono i primi rossi, detti ‘alla portoghese’". La tenuta viene acquistata nei primi anni Settanta da Duilio Giardi, padre di Alessandra. Alla sua morte, vent’anni fa, la parte più antica della proprietà – ben 225 ettari – è passata alla figlia, che insieme al marito ha deciso di scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’azienda.
Dall’edilizia alla vigna
Alessio Magi arriva a Poggio alle Monache dopo una lunga esperienza nel settore dell’edilizia. "Avevo un’impresa con 15 dipendenti e un magazzino di materiali edili – racconta – ma il periodo difficile stava rendendo tutto molto rischioso. Quando è venuto a mancare mio suocero abbiamo deciso di prendere in mano l’azienda agricola. Una sfida, certo, ma anche un’occasione per ripartire con entusiasmo". Nel 2017 iniziano i nuovi impianti vinicoli: cloni di Brunello, poi Syrah, Granaiolo e Vermentino e, per il vinsanto, San Colombano, Trebbiano e Bianco di Candia. La prima vendemmia del nuovo corso arriva nel 2020, e subito ottiene riconoscimenti, tra cui una medaglia al Merano Wine Festival. Tutti i vini sono biologici, e la qualità è diventata il tratto distintivo dell’azienda.
Un progetto che guarda al mondo
Ma Poggio alle Monache non è solo un’azienda vinicola. Magi e Giardi stanno lavorando a un progetto più ampio: trasformare la tenuta in un centro turistico di charme con suite deluxe, un’enoteca-ristorante per le degustazioni, due cantine – una antica, del 1200, e una moderna per la fermentazione – e tanti spazi dedicati all’accoglienza. Il lavoro è tanto, e i costi anche: "Solo per le vigne servono circa 70mila euro l’anno". Ma i risultati parlano chiaro: ogni vino prodotto dal 2020 in poi ha ricevuto premi e ottime valutazioni da Gourmet International, che li ha inseriti nelle guide di tutto il mondo. Oggi Poggio alle Monache è conosciuto e apprezzato da Cortona a Montalcino, dalla Valdichiana alla Romagna e le due medaglie d’oro al concorso Città del Vino sono il coronamento di un percorso fatto di scelte coraggiose e di amore per la terra. Ma sono anche, per Poggio alle Monache e per Asciano, un’occasione di visibilità e sviluppo: È un grande orgoglio – conclude Magi – anche perché questi riconoscimenti aiutano i Comuni a entrare nel circuito delle Città del Vino e attraggono turismo, soprattutto nella stagione estiva".