Crociani con Guidotti e Vitalesta
Crociani con Guidotti e Vitalesta

Chianciano Terme, 2 settembre 2020 - Da Chianciano Terme a Venezia per omaggiare uno dei più grandi maestri del cinema di tutti i tempi: Federico Fellini. Sono giorni impegnativi per Lauro Crociani, ma anche ricchi di soddisfazione. Dopo la buona riuscita dell’edizione n.20 del ‘Corto Fiction’, il festival da lui stesso ideato e che non ha alzato bandiera bianca nemmeno in tempo di Covid, adesso per il regista, definizione che lui non ama, è tempo di fare le valigie. Destinazione Lido, dove al Forum Fedic di Venezia verrà proiettato nel pomeriggio di giovedì 10 settembre ‘Federico Fellini alle Terme di Chianciano e dintorni’, un lavoro di ricerca audiovisivo portato avanti da Crociani, che per l’occasione è stato aiutato da Cristiana Vitalesta. 

Non poteva esserci occasione migliore, visto che l’invito cade proprio nel centenario della nascita di Fellini che, come è noto, con Chianciano aveva un rapporto speciale. Una meta scelta dal regista, sovente, per i suoi giorni di relax, ma anche come ispirazione cinematografica, basti pensare a quel capolavoro assoluto di nome ‘8½’. Lauro Crociani ha passato tanti mesi a cercare ricordi e testimonianze dei protagonisti di quell’epoca, di quelle persone che hanno conosciuto Fellini quando soggiornava nel paese termale, in una Chianciano nel pieno dei suoi anni d’oro. «Non è stato semplice – spiega Crociani –. Una grande mano l’ho ricevuta da Simonetta Guidotti, la giornalista del Tg2 che mi ha aperto le porte della villa del babbo (Mario Guidotti, ndr), colui che inventò il Teatro Povero di Monticchiello. Tanto materiale l’ho trovato grazie a lei, si merita davvero un grande grazie». 

In mezzo alle foto e alle musiche di Paolo Scatena, Fabio Pirastu e Claudio Bosio ci sono anche le testimonianze di alcune persone che vivono nella zona e che hanno potuto conoscere il grande regista di Rimini. «Sono passate ormai quattro generazioni – prosegue Crociani –, è stata una ricerca difficile. Fellini a Chianciano viene descritto come un uomo dalla grande simpatia, amava le donne e la buona cucina, tanto che si era costruito un vero e proprio elenco di locali, dove poi veniva con i suoi amici di Roma. In tanti gli chiedevano l’autografo, lui si faceva portare la famosa acqua nel thermos direttamente in albergo, noleggiava due piani interi del Grande Hotel. Negli ultimi anni soggiornava al Patriarca, Giulietta Masina ha continuato a frequentare Chianciano anche dopo la morte del marito».

Un assaggio del lavoro di ricerca c’è già stato al ‘Corto Fiction’ e a novembre al Teatro Caos di Chianciano verrà proiettata la versione integrale. Ma prima l’importante vetrina all’Hotel Excelsior in una delle città simbolo del cinema.