Palio di Siena in una immagine di repertorio  (Lazzeroni)
Palio di Siena in una immagine di repertorio (Lazzeroni)

Siena, 15 settembre 2020 - Corsi e ricorsi storici, insegna il filosofo Giambattista Vico. Otto anni dopo la diffida del Consorzio tutela del Palio al Partito democratico, che aveva impiegato le bandiere delle Contrade negli stand della Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, ecco un nuovo scivolone. Identico.

Stessa occasione, cambia solo il luogo: questa volta si svolgeva a Modena. E come otto anni fa a Siena è stato un polverone con pioggia di critiche sui social, tanta rabbia. E l’invocazione di un intervento rapido del Consorzio chiamato a fare in modo che simboli, emblemi e marchi registrati per conto delle Contrade siano utilizzati in un contesto non lesivo dell’immagine del Palio.

Invece si è giocato ancora una volta, questa la sensazione, sull’appeal della Festa di Siena senza pensare che poteva irritare l’accostamento fra un colore politico e quello neutro e trasversale delle Contrade.

Tutto è nato da alcune foto apparse sul profilo Facebook del segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, domenica alla Festa dell’Unità a Modena. Poteva sfuggire all’occhio dei senesi che le bandiere agli stand erano quelle delle Contrade? Onda, Valdimontone e Nicchio.

Guardando altre immagini dell’evento si scorgevano Bruco, Selva, Giraffa e via dicendo. "Un uso improprio", commentava a caldo il presidente del Consorzio Gianni Morelli mentre in città si scatenava la battaglia politica da cui l’Ente ovviamente prendeva le distanze.

L’amministratore delegato a immagine e comunicazione, Fiamma Cardini, intanto si muoveva per risolvere la grana. Consapevole come avvenuto in mille altri casi – dall’azienda furbetta che cerca di fare cassa sfruttando i simboli delle Contrade al ranch americano che organizza il ‘suo’ Palio – che chi non conosce le regole forse pensa di fare un omaggio alla terra di Siena.

Contattato il Pd modenese da La Nazione, arriva il chiarimento urbi et orbi. "Il ristorante che appare nelle fotografie – spiega – si chiama i Due Ducati. Molti anni fa, in origine, il nome era ’Terra di Siena’ perché gestito dai volontari del nostro Appennino in collaborazione con cuochi toscani. La sinergia finì, ma il ricordo rimase nel menù, che ancora propone piatti della tradizione toscana come i pici, nell’allestimento della sala e nel nome che è diventato i Due Ducati, con riferimento al Ducato di Modena e Ferrara e al Granducato di Toscana. Non c’è mai stata volontà di appropriarsi di simboli altrui e neppure avevamo coscienza che quelle bandiere non potessero essere utilizzate. Siamo disposti a toglierle e ci dispiace se in qualche modo abbiamo fatto un uso non opportuno di riferimenti a una manifestazione antica ed apprezzata".

"Niente diffida – spiega l’ad Cardini – perché l’organizzazione ha assicurato che saranno tolte visto che inizia domani (oggi, ndr ) la festa provinciale dell’Unità. Ho trovato massima collaborazione. Non intendiamo entrare in strumentalizzazioni politiche, abbiamo a cuore solo la tutela dell’immagine del Palio e delle Contrade". Il Consorzio si è rivolto anche allo staff di Zingaretti affinché venissero eliminate dal suo profilo le foto dove si vedono le bandiere.