Operatori al policlinico delle Scotte
Operatori al policlinico delle Scotte

Chiusi (Siena), 3 aprile 2020 - «Guarita». Ripete questa parola in continuazione. Come se dovesse ancora convincersi che è vero. Dopo i giorni tremendi trascorsi a casa, le figlie in quarantena e la terapia intensiva alle Scotte da cui è uscita. "Come definirei il virus? Un trauma, non so come spiegarmi. Brutto. Mi ha fatto paura. Tanta", racconta la donna di 45 anni, M.M.B., straniera ma da una vita in Italia, che è stata appunto dichiarata guarita dopo i necessari tamponi di riscontro. "Sono tornata a lavoro, ora mi sento bene", assicura.
Ha ricevuto solidarietà dai chiusini in questo calvario?
"Tantissima! Immensa. Mi hanno chiamato anche persone che conoscevo soltanto di vista, amici, parenti. Mi sono sentita protetta. E parte integrante di questa comunità".
Com’è iniziata l’odissea?
"Stavo male. Nausea, febbre alta che non calava neppure con la tachipirina, tosse. Un fortissimo mal di testa. Ho chiamato il medico che mi ha dato indicazioni telefoniche. Poiché non miglioravo allora sono andata al pronto soccorso di Nottola".
Non sapeva ancora di avere il coronavirus.
"No. E’ stato all’ospedale che hanno scoperto che avevo la broncopolmonite, dopo una radiografia. Ma una volta tornata a casa anche le punture di antibiotico non sono servite. Ho iniziato a respirare male, mi sentivo debole, mangiavo poco. E allora il mio medico ha detto di rivolgermi al 118. Sono stata portata subito a Siena"
Alle Scotte la notizia che aveva il virus.
"Sono stati eccezionali, dalla persona che faceva le pulizie a medici e infermieri. Tutti. Un’assistenza di qualità".
In quale reparto si trovava?
"Terapia intensiva, sono rimasta sei giorni. Il peggio ero già riuscita a superarlo prima di arrivare, fortunatamente".
Ha avuto paura?
"Parecchia, soprattutto perché ho lasciato le figlie sole a casa, in quarantena".
Il tampone va ripetuto più volte per confermare la guarigione: quando le hanno comunicato che l’incubo era finito?
"Ho pensato che finalmente tornavo a casa dalle ragazze, anch’esse molto spaventate. Non ci siamo potute abbracciare, al mio rientro, ma immaginate la commozione. La quarantena per loro è finita e hanno ripreso a studiare. Io all’inizio non sapevo cosa fare, se potevo uscire. Ho chiamato il sindaco che è stato molto gentile. Ha detto che mi avrebbe aiutanto sentendo le autorità sanitarie. L’ha fatto e lo ringrazio di cuore. Ero guarita davvero".
Che consiglio dà a chi si trova a vivere la sua condizione?
"Di chiamare subito il 118 e non aspettare. Sono stata fortunata, ma se qualcuno non lo è altrettanto rischia di arrivare tardi".
Terzo giorno ieri con zero positivi a Chiusi per il sindaco Juri Bettollini: "Si cominciano a vedere gli effetti delle misure adottate e la contrazione del virus. Ho comunque prorogato – dice – le ordinanze locali in essere, compresa la chiusura dei cimiteri, fino a dopo il 13"