Quarta corsa: il canape fa il laccio a Veranu e Uragano (Foto Di Pietro)
Quarta corsa: il canape fa il laccio a Veranu e Uragano (Foto Di Pietro)

Siena, 12 maggio 2019 - Bisogna partire dal fondo. Dal brutto incidente a Jacopo Pacini che montava Quantovali, sauro esperto di 10 anni. Scatena (definitivamente) le polemiche sul canape che per l’ennesima volta imperano quando si corre a Monticiano. E più di un addetto ai lavori invoca il meccanismo a forma di ‘cigno’, usato ormai in tutti i paliotti d’Italia e nelle corse in provincia, inventato da Walter Bianciardi. "Gli è rimasto arrotolato alle gambe – racconta Sandro Chiti, proprietario di Quantovali – quelli più in alto, lui era al primo posto, l’hanno pestato il canape e Jacopo è andato giù alla mossa. Il cavallo gli è poi caduto sopra".

Erano le 13 passate. Pochi quelli presenti all’ultima corsa alla pista del Tamburo a Monticiano riservata ai mezzosangue dell’Albo. Pacini è rimasto in terra, stordito. Invece di portarlo via in ambulanza è stato chiesto l'aiuto di Pegaso per trasferirlo alle Scotte. A metà pomeriggio la buona notizia: nessuna conseguenza grave. "Sì, utilizzare il ‘cigno’ sarebbe utile visto che dalle altre parti non succede niente. Non dico di stravolgere la tradizione per il Palio ma almeno per l’addestramento", chiude Chiti.

La polemica era iniziata a soffiare forte già dopo la caduta impressionate  nella quarta corsa sia di Valter Pusceddu su Uragano Rosso che di Marco Bitti su Veranu. Il canape, anche se il mossiere Renato Bircolotti è bravo a sganciare in un attimo, forma un vero e proprio cappio alle zampe degli animali, facendo andare giù fantini e cavalli con Brio su Techero che riesce a evitare di assaggiare la terra per un miracolo. "Una botta tremenda – confessa Bitti –, male non sarebbe usare il ‘cigno’ perché così non va. Già a Mociano si era visto che qualche problema lo dava, ora è andata bene sia a a me che a Valter ma sarebbe importante provvedere".

image Mannucci

Bastiano, a bordo pista, dopo lo spettacolo dei due cavalli scossi che hanno continuato a galoppare tranquillamente anche quando la corsa, vinta bene da Enrico Bruschelli su Tornasol, seguito da Sebastiano Murtas su Solero, era finita, sottolineava che la pista è inclinata per cui il canape anche complice il peso che viene messo allo steccato è più basso. Questione di pendenza, dunque. Ieri era la giornata degli spaventi perché se Bircolotti non fosse stato un razzo ad abbassare, un’impennata di Lady Spina avrebbe fatto sicuramente cadere Giosué Carboni.

image Caria

"Vedi che vuol, dire avere il mossiere bravo", dice Francesco Caria a Bircolotti appena la platea tira un sospiro di sollievo e lui torna di rincorsa nella quarta corsa. Per la cronaca, tantissimi ieri alle corse a Monticiano.

La.Valde.