di Orlando Pacchiani Salvo sorprese, bisognerà attendere domani mattina - a ridosso del consiglio di insediamento - per conoscere la composizione della giunta regionale targata Eugenio Giani. Simone Bezzini resta in pole position per un posto in squadra, anche di rilievo perché la voce della delega alla sanità è insistente. Ma la partita non è chiusa, perché Giani dovrà scegliere chi scontentare, non avendo posti infiniti. E tra le...

di Orlando Pacchiani

Salvo sorprese, bisognerà attendere domani mattina - a ridosso del consiglio di insediamento - per conoscere la composizione della giunta regionale targata Eugenio Giani. Simone Bezzini resta in pole position per un posto in squadra, anche di rilievo perché la voce della delega alla sanità è insistente. Ma la partita non è chiusa, perché Giani dovrà scegliere chi scontentare, non avendo posti infiniti. E tra le attese dei territori, quelli delle forze politiche, e la dialettica interna tra gli zingarettiani e i lottiani di Base riformista, la torta rischia di non avere fette per tutti.

Eppure il mosaico è composito: otto posti in giunta, la presidenza e vicepresidenza del consiglio regionale, il ruolo di capogruppo Pd, quattro presidenze di commissione che verranno decise nelle prossime settimane. Il Pd senese ha formalmente richiesto di essere rappresentata in giunta con Bezzini. Una strada diversa, a sette anni dall’ultimo assessore politico Dem (Luca Ceccobao), sarebbe uno smacco per la federazione che ha ottenuto uno dei migliori risultati regionali.

Ci sono molti "però", sulla strada della chiusura del puzzle. E uno è rappresentato da Italia Viva, che chiede due posizioni dopo la promessa di un assessorato a Sinistra Civica Ecologista che non è entrata in consiglio. Stefano Scaramelli, in corsa per un incarico, ha svuotato la sua stanza di presidente della commissione sanità (oggi si chiude formalmente la vecchia legislatura), raccontandolo sui social. "Auspico che in queste ore a prevalere sia il buon senso e ogni scelta venga fatta in funzione di competenza e merito – afferma Scaramelli – e lo meritano i cittadini toscani che ci hanno dato fiducia". Da un assessorato a un ruolo di vertice in consiglio, l’esponente di Italia Viva punta a un riconoscimento. La partita si dovrebbe chiudere domani, a poche ore dal primo consiglio regionale. E il partito di Renzi è pronto anche a una posizione critica, se non ci saranno i riconoscimenti richiesti. Per i rappresentanti senesi, la prospettiva va dal bersaglio pieno (Bezzini in giunta, Scaramelli con un ruolo in giunta o nel consiglio) ad altre soluzioni che verrebbero considerate diminutive del risultato elettorale.