
Alcol, il 'collante' dei giovani (foto d'archivio)
Siena, 8 luglio 2020 - Lei non c’era ieri pomeriggio in tribunale, lui sì. La ragazzina soffre ancora tanto, il giovane che è accusato di averle usato violenza quando era minorenne, è uscito dall’aula insieme ad uno degli avvocati, per poi rientrare. Giovanissimo anche lui. Non deve essere stato facile per nessuno, nell’aula al piano terra di palazzo di giustizia, ascoltare la ricostruzione dettagliata e puntuale di quell’agosto di due anni fa. Quando accadde tutto ciò per cui è nata un’inchiesta della procura, c’è stato un incidente probatorio volto a cristallizzare il racconto delle ragazzine violentate, si è giunti ad una prima sentenza sul caso. E domani verrà pronunciata l’ultima. Uno degli imputati, poco più che ventenne, ha chiuso i conti con la giustizia un anno fa, patteggiando 2 anni, pena sospesa. Con risarcimento alle parti e, soprattutto, l’effettuazione di un percorso di elaborazione e riflessione importante. Non era emerso finora. Per il suo amico, accusato di violenza su una delle minorenni che quella sera avevano bevuto tantissimo, fino ad annientare la consapevolezza delle azioni, il pm Daniele Rosa ha chiesto al gup Ilaria Cornetti la condanna a 2 anni e 8 mesi riconoscendo le attenuanti prevalenti, anche perché incensurato. La ragazzina, che adesso è diventata maggiorenne ed è parte offesa, ha affidato le sue ragioni all’avvocato Claudia Bini che ha fatto un ragionamento anche sul pregiudizio, nei processi per violenza sessuale spesso è convitato di pietra. Ha parlato quasi un’ora e altrettanto ha fatto l’avvocato Luigi De Mossi che ha difeso in modo vibrato il ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 21 anni. L’udienza si è conclusa a metà pomeriggio. Ma il gup non si è ritirato in camera di consiglio. Perché servono alcune repliche che avverranno domattina. Poi la sentenza su una vicenda che, al di là dell’esito processuale, deva far riflettere genitori e figli. Sull’uso dell’alcol e sulle prime esperienze, sull’educazione ai rapporti. Perché per un caso che arriva in tribunale chissà quanti restano invece nel silenzio dei cuori. © RIPRODUZIONE RISERVATA