Il volto sfregiato dell'uomo mostrato dai carabinieri

San Gimignano (Siena), 11 maggio 2018 - Non lo volevano come genero. Non volevano che sposasse la loro figlia. E lo hanno più volte minacciato, arrivando a rigargli la macchina e a fare da mandanti per una vera e propria spedizione punitiva, con lancio di acido in faccia all'uomo. Con queste accuse una coppia italiana è stata arrestata. Avrebbero tentato a più riprese di scoraggiare quel rapporto amoroso tra la loro figlia e un uomo di 28 anni più grande di lei.

Non lo volevano come genero e hanno iniziato, a San Gimignano, a scoraggiare quella unione con gravissimi atti persecutori. Danneggiamenti, minacce che avevano reso la vita impossibile all'uomo e alla sua fidanzata. Con un primo avvertimento molto pesante, un primo lancio di acido, non andato a buon fine, avvenuto in febbraio a San Gimignano.

Per questo hanno deciso insieme di lasciare la Toscana e di rifugiarsi insieme in Piemonte, a Torino. Una residenza segreta che però è stata scoperta dai genitori di lei.

Che hanno deciso una vera e propria spedizione punitiva. Non sono loro secondo i carabinieri gli autori materiali ma i mandanti: nel capoluogo piemontese l'uomo è stato avvicinato e gli è stato lanciato per la seconda volta acido in faccia. Era il 19 aprile. Ha salvato gli occhi solo perché porta gli occhiali, ma ha riportato comunque gravi conseguenze al volto.

Dopo indagini anche attraverso intercettazioni i militari dell'Arma sono arrivati alla coppia. E nelle prime ore di lunedì 7 maggio sono scattati gli arresti. Per l'uomo, il padre della ragazza, che ha circa 20 anni, c'erano già dei precedenti penali. Era già stato in carcere per omicidio. La figlia della coppia e il fidanzato sono stati trasferiti dalle autorità in una residenza protetta. 

A eseguire gli arresti a Siena e Torino i carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, supportati dai comandi territorialmente competenti. La custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Firenze su richiesta della procura della Repubblica del capoluogo toscano. Il procedimento penale è stato preso in carico dalla procura di Torino, città in cui si è svolto il fatto più grave. I carabinieri sono alla ricerca degli esecutori materiali del lancio di acido.