Nuovo blitz nell’area di via Gragnola. Sgomberate le roulotte

Ieri mattina si è reso necessario un intervento da parte della polizia locale di Castelnuovo Magra

Una delle roulotte nel campo di via Gragnola rimosse dalla polizia locale

Una delle roulotte nel campo di via Gragnola rimosse dalla polizia locale

Castelnuovo Magra (La Spezia), 23 marzo 2024 - Ogni tanto ritornano. Nonostante i divieti, le ordinanze emesse dal Comune, i blitz delle forze dell’ordine e l’abbattimento degli stabili abusvi il richiamo di quel campo evidentemente resta ancora troppo forte. E così periodicamente l’area di via Gragnola, zona di campagna nel Comune di Castelnuovo Magra, torna a essere occupata da famiglie che posizionano roulotte e camper sia per alloggiarvi che per smaltirli come ferri vecchi. Un’area che fino a qualche anno fa era un vero e proprio villaggio con tanto di case abusive e allacci di fortuna alle reti idriche e elettriche dove risiedevano diverse famiglie arrivate all’inizio degli anni Novanta e poi diventate a tutti gli effetti residenti. Ieri mattina si è reso necessario un nuovo controllo da parte della polizia municipale di Castelnuovo Magra perché dall’ultimo intervento di qualche anno fa il terreno è tornato a essere frequentato. Non ci sono più le strutture abusive senza alcun titolo abitativo nel frattempo abbattute ma in compenso sono stati trovati mezzi e veicoli. Ieri mattina gli agenti coordinati dalla comandante Marina Ricci e lo staff di una ditta specializzata hanno provveduto a rimuovere due roulotte parzialmente utilizzate a abitazione e 3 autocarri.

Nelle prossime settimane il Comune provvederà alla recinzione del terreno con il posizionamento dei new jersey per impedire il ripetersi di abusi edilizi ed altre attività illecite. Dopo l’ultimo blitz che era stato coordinato in collaborazione con le forze dell’ordine erano stati demoliti quattro edifici occupati da famiglie che hanno trovato alloggio altrove e bonificato il terreno dai rifiuti ingombranti e dal materiale inquinante smaltito anche in un torrente. Il sindaco Daniele Montebello all’epoca aveva consentito soltanto a una famiglia di rimanere sul posto all’interno di una struttura per consentire il proseguimento delle cure mediche alle quali era sottoposto al tempo uno dei componenti della famiglia. Dopo il definitivo abbandono la situazione sembrava essersi tranquillizzata anche se da qualche tempo i residenti della zona avevano segnalato un frequente passaggio. Il campo era prevalentemente utilizzato come zona di stoccaggio di mezzi vecchi ma anche per alloggio.