Mercato, saldo attivo a fine corsa . Monte ingaggi ridotto di 1,2 milioni

Squadra rigenerata ma pesa il mancato arrivo di un bomber. Possibile tesoretto a giugno di 17,5 milioni .

Mercato, saldo attivo  a fine corsa . Monte ingaggi ridotto di 1,2 milioni

Mercato, saldo attivo a fine corsa . Monte ingaggi ridotto di 1,2 milioni

Squadra in crescita, conti migliorati, ma salvezza problematica. La fredda cronaca ci consegna uno Spezia fortificato dall’arrivo di giocatori di valore dal mercato – in particolare spiccano Jagiello, Nagy, Mateju, Falcinelli –, che lo stesso mister D’Angelo ha riconosciuto importanti nell’economia della squadra: "Il mercato era molto complicato, la società si è mossa bene". È mancata la ciliegina sulla torta, ergo un attaccante da doppia cifra fondamentale in un reparto che ha segnato la miseria di 20 gol, il peggiore del campionato. Ma con poche risorse a disposizione, prevalentemente derivanti dai risparmi sugli ingaggi dei giocatori ceduti, non era certo facile per l’area tecnica conseguire l’obiettivo di rafforzare il reparto avanzato.

I Platek, grazie ai proventi della cessione di Amian (3,5 milioni di euro) e a quelli possibili in futuro dalle vendite di Zurkowski (5 milioni di euro), Dragowski (2,5 milioni circa considerato il contributo alla Fiorentina), Holm (9 milioni) e Strelec (1 milione) se Empoli, Panathinaikos, Atalanta e Slovan Bratislava eserciteranno i rispettivi diritti di riscatto, si potrebbero ritrovare in cassa ben 17,5 milioni di euro. Di questi, 1,5 milioni di euro sono stati investiti per l’acquisto dall’Atalanta del 22enne Giuseppe Di Serio, in linea con la politica di puntare sui giovani per potenziali future plusvalenze. Una filosofia-marchio di fabbrica della proprietà americana, che potrebbe essere anche condivisibile se, in passato, fosse stata coniugata con investimenti importanti e nei tempi giusti su giocatori di valore assoluto, e non scommesse, in ruoli strategici, a cominciare dall’attacco. L’esempio del bomber Coda, non ingaggiato la scorsa estate, è eloquente. C’è solo da mangiarsi le mani nel vedere il ruolino di marcia del partenopeo, saggiamente acquistato dalla Cremonese, che ha portato in dote alla formazione grigiorossa 11 gol e 2 assist.

Il mercato di gennaio, con gli arrivi di alcuni giocatori navigati per la categoria, otto dei quali giunti senza contribuzioni alle società di competenza – il saldo attivo è di circa 1,5 milioni di euro, contando i 3,5 milioni in entrata per Amian, gli 1,5 milioni in uscita per Di Serio, più circa 500mila euro di spese varie – è l’ennesimo tentativo, si spera non tardivo, di salvare il salvabile dopo gli indirizzi sbagliati della scorsa estate, in primis aver puntato su Moro e Pio Esposito, troppo inesperti per la categoria. L’auspicio è che in corrispondenza dei consolanti benefici sui conti, che contemplano anche l’abbassamento del monte ingaggi da 16,4 milioni di euro a 15,2 milioni, con un risparmio di 1,2 milioni, vi sia anche un’inversione della gravissima parabola discendente in atto negli ultimi tre anni, costata la retrocessione dalla Serie A e l’attuale penultimo posto in cadetteria.