Vannucchi in campo all’Arechi di Salerno. Operazione nostalgia. Ighli e le altre "stelle»

L'ex calciatore Ighli Vannucchi, dopo oltre due decenni, torna a giocare all'Arechi di Salerno con altre leggende del calcio italiano in un raduno di "Operazione Nostalgia". Mostra ancora classe e passione, confermandosi protagonista anche nei dilettanti. Potrebbe continuare a giocare, dimostrando che la sua passione per il calcio è indelebile.

Operazione nostalgia. Ighli e le altre "stelle"

Operazione nostalgia. Ighli e le altre "stelle"

All’Arechi di Salerno aveva esordito in Serie A nel lontano 1998, appena ventunenne, restandovi per quasi tre stagioni. E a più di due decenni dall’ultima volta, Ighli Vannucchi è tornato a 46 anni a giocare nello stadio che lo vide esordire fra i "grandi", in compagnia di vere e proprie leggende del calcio italiano quali Roberto Baggio e Francesco Totti. C’era infatti anche il fantasista pratese, oggi calciatore dilettante ed imprenditore dopo oltre 200 presenze in A, fra gli ex-professionisti che hanno partecipato al raduno di "Operazione Nostalgia". Una vera e propria "parata di stelle" della Serie A che fu, fra gli anni ‘90 e i primi 2000: in campo, c’erano fra gli altri anche Javier Zanetti, Diego Milito, David Trezeguet, Antonio Di Natale ed Andrea Barzagli, oltre ai sopracitati Baggio e Totti. Giocatori che Ighli ha avuto modo di sfidare da giovane, quando la Serie A era davvero il campionato più bello del mondo. Per una sfida che si è rinnovata lo scorso fine settimana in Campania davanti a migliaia di spettatori: il tempo passa, ma la classe dei diretti interessati è rimasta intatta e anche Vannucchi si è reso protagonista di alcune giocate che hanno "infiammato" il pubblico. Del resto, l’ex-Maliseti non ha mai dato l’addio al calcio, visto che va avanti fra i dilettanti: nei giorni scorsi ha festeggiato la promozione in Seconda Categoria della sua ultima squadra, la Pieve San Paolo, dopo l’ennesima annata da leader nella Terza Categoria di Lucca. Un’impresa compiuta insieme al figlio Niccolò, che ha aggiunto ulteriore romanticismo al traguardo. E alla luce di tutto ciò, chissà che il fantasista campione dell’Europa con l’Italia U21 nel 2000 non decida alla fine di continuare, per una passione che con tutta probabilità non si spegnerà mai.

G.F.

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