Eleonora Santanni
Eleonora Santanni

Montemurlo (Prato), 19 aprile 2018 - E’ avvocato, ma la creatività è nel suo dna tanto da aver sviluppato una sua espressione artistica apprezzata a livello nazionale e non solo. Infatti, proviene per linea materna da una dinastia di sarte per signora e sin da piccola è stata a contatto con la creatività ed il colore. Eleonora Santanni, montemurlese di 54 anni, è stata selezionata tra i 115 artisti su 480 a partecipare alla «Biennale Internazionale di Arte Sacra Contemporanea delle religioni e credenze dell’umanità Bias 2018», dal titolo «La Porta Porta itineris dicitur longissima esse», diretta e curata da Chiara Modìca Donà dalle Rose e promossa da Wish, World International Sicilian Heritage con il sostegno del Ministero degli Esteri, della Regione Sicilia, di Palermo e della Diocesi di Palermo, Università di Palermo, Università Iuav di Venezia. La Biennale si svolge in Sicilia a partire da Palermo, a Venezia, Israele ed Egitto.

L’apertura della mostra si è tenuta sabato a Palazzo Belmonte Riso, Museo di Arte Contemporanea di Palermo (fino al 14 settembre). «Le mie tre opere sono esposte nel Padiglione Filosofico a Palermo e a Selinunte - spiega l’artista - Fanno parte del progetto ‘Le scapate’ curato da Elisabetta Rizzuto in collaborazione con la fotografa Serena Gallorini. Focus è il corpo della donna declinato in tutte le sue forme». «Le scapate» racconta il corpo della donna segnato da eventi traumatici e dalla malattia. «Nella rappresentazione sociale c’è un’incapacitàdi restituire un’immagine a questi corpi che superano il modello estetico artificiale - dice Santanni - . Con le mie opere mi propongo di oltrepassare questo limite e affrontare col linguaggio dell’arte la costruzione dell’immagine corporea di donne che hanno affrontato malattie, lesioni e mutilazioni e che quotidianamente si confrontano con la costruzione della propria “immagine corporea”, combattendo paura, fragilità, per recuperare l’autostima e una rinnovata immagine di sè». Santanni ha una formazione da autodidatta. I materiali poveri della natura o di riciclo incontrano il colore, potente e dissacratore, firma distintiva della sua produzione.

Il percorso dell’artista è dedicato alla sua personale esperienza, in particolare alla riabilitazione psico-fisica affrontata dopo l’operazione di cancro al seno. Varie le mostre: nel 2015 a Montemurlo (Popart InDivenire), nel 2016 a Pistoia, nel 2017 a Udine, a Venezia e a Torino. Nel 2018 ha partecipato ad Expo Bologna (Galleria Wikiarte) alla presenza di Philippe Daverio. Con «Seasons» è in «Italiani selezione d’arte contemporanea» 2016 a cura di Vittorio Sgarbi.

Sara Bessi