Pesca
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Prato, 20 dicembre 2019 - In Bisenzio accanto a carpe e cavedani ora spuntano anche corbicula fluminea e gasteropode sinotaia quadrata . Al di là dell’incomprensibilità dei nomi, sono specie aliene che stanno mettendo in pericolo l’ecosistema dei nostri fiumi oltre a rappresentare un rischio per la salute, se venissero mangiate. Perché si tratta di vongole e lumache d’acqua dolce provenienti dall’Asia di cui i cinesi vanno matti. L’allarme arriva dall’Arpat che sta monitorando il corso del Bisenzio e dell’Ombrone invasi da specie autoctone. Questi molluschi appartenenti a specie esotiche sono stati censite nel Bisenzio, in particolare nei tratti pianeggianti del fiume.

Numerosi sono stati negli ultimi anni i ritrovamenti del bivalve Corbicula fluminea e del gasteropode Sinotaia quadrata , quest’ultimo presente anche nell’Ombrone pistoiese e nel fiume Arno. "I quantitativi raccolti, - spiega Arpat - oltre a rappresentare un concreto rischio sanitario alimentare legato alla qualità delle acque in cui questi organismi si sono sviluppati e sono stati raccolti, rimandano alla necessità di inquadrare correttamente quali impatti possano esercitare sull’ecosistema e sulle altre specie autoctone naturalmente presenti". A lanciare l’allarme la scorsa estate era stato il Comune di Montelupo che aveva emesso un’ordinanza di divieto di pesca di questi molluschi dopo che la polizia municipale e i carabinieri avevano segnalato numerose persone dedite alla raccolta dei molluschi per scopo alimentare. 

Il problema delle specie aliene, soprattutto di quelle invasive, è ormai da alcuni anni di grande attualità, così come lo sono gli impatti che queste specie hanno causato e continuano a causare sull’ecosistema, ma anche sulle attività economiche e sulla salute. "Abbiamo avuto numerose segnalazioni di persone viste a gettare pesci in Bisenzio", interviene il comandante della polizia provinciale Michele Pellegrini. "Il problema è che si tratta di segnalazioni generiche che vanno verificate sul posto. Anche per questo facciamo controlli lungo i corsi d’acqua. Il problema delle specie autoctone purtroppo è noto da tempo e di non facile gestione".

«Le specie aliene invasive causano impatti più o meno gravi su singole specie autoctone, su comunità ed ecosistemi attraverso meccanismi come competizione, predazione, ibridazione, trasmissione di malattie, parassitismo", spiegano ancora dall’Arpat. "Le specie aliene invasive rappresentano per questo la seconda causa di perdita della biodiversità dopo la distruzione degli habitat. Delle 680 specie animali estinte documentate, le specie aliene invasive hanno avuto un ruolo importante nel 54% dei casi e nel 20% dei casi sono state l’unica causa che ha portato la specie nativa all’estinzione".

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