Voglia di ripartenza. La fiera dà scacco a Première Vision: "Clienti internazionali"

Gli stand dei pratesi affollati da buyers principalmente stranieri. La proposta di Bruni (Lyria): "Posticipiamo la data a settembre". L’appoggio del presidente Calamai in visita al salone milanese.

Voglia di ripartenza. La fiera dà scacco a Première Vision: "Clienti internazionali"

Voglia di ripartenza. La fiera dà scacco a Première Vision: "Clienti internazionali"

Spazi espositivi più grandi e ancora più curati, voglia di mettere in mostra la parte migliore e in modalità innovative: così Milano Unica, 39esima edizione, viene vissuta dal drappello di 119 aziende pratesi che in numero massiccio hanno aderito al salone del tessile di alta gamma. Una maggiore capacità di investimento legata anche al fatto che ormai gli imprenditori puntano tutto sulla kermesse milanese, ’dismettendo’ ormai Première Vision a Parigi. Così, per esempio, allo stand di Dinamo contemporary fabric, non si trova il tradizionale stendino con i campioni tessili appesi e descritti con il cartellino di carta: Sandro Ciardi ha scelto di mettere "i tessuti in vetrina nudi e crudi. Protagonisti sono i tessuti senza troppe spiegazioni: ormai la sostenibilità non è più una novità, ma una normalità", dice. Con un ulteriore risvolto di minor impatto ambientale: il risparmio di carta per la realizzazione dei cartellini con la composizione dei tessuti. Anche la seconda giornata è trascorsa bene tra gli stand pratesi affollati da clienti internazionali. "La fiera sta rispondendo alle aspettative – commenta Ciardi – e sta diventando sempre più internazionale, soppiantando di fatto Parigi: il 75% dei visitatori è di provenienza estera, il restante italiana, alla ricerca di prodotti di qualità".

La conferma arriva da Riccardo Bruni, titolare di Lyria che ha partecipato anche alla kermesse d’Oltralpe (dal distretto erano 18 le aziende presenti al salone francese). "Milano Unica sta andando molto bene, è un bell’incontrarsi e non ha nulla a che vedere con Première Vision che, purtroppo, penso che sia arrivata al capolinea: o cambia sistema ristrutturandosi e puntando ad una realtà più di elite, oppure diventa un luogo di scambio in cui si cercano prodotti e basta. Invece ciò che è importante in questo lavoro è sviluppare un dialogo con il cliente e produrre emozionare. Se diventa solo business non ha più senso". A proposito, secondo Bruni Milano Unica dovrebbe fare ulteriori passi avanti per sviluppare maggiormente le emozioni: "Ci vuole più apertura e contatto con l’esterno, non possiamo rimanere chiusi qui dentro – afferma – Secondo la mia esperienza ho notato una delusione sul fronte dei clienti dal Far East, che tutti pensavano come ad un Eldorado". Bruni solleva un’altra questione: quella delle date. "Le date della fiera sono sbagliate per chi propone tessuti per il settore donna, vanno bene per chi lavora per l’uomo e qui rappresenta il 30% . Sono troppo in anticipo rispetto alle indicazioni dei designer, alle richieste dei clienti che da luglio a settembre fanno in tempo a cambiare. L’ideale sarebbe spostare la data della fiera ad inizio settembre".

Tra le visite istituzionali agli stand pratesi c’è stata quella di Simone Calamai, sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato. "È importante essere qui per dimostrare vicinanza e sostegno a tutte le nostre imprese eccellenze del made in Italy – dice Calamai – È fondamentale lavorare insieme per creare le migliori condizioni per lo sviluppo e per il lavoro. Le imprese sono fattore di crescita e benessere per le comunità e per questo vanno sostenute, soprattutto dopo mesi difficili. Ho trovato tra gli imprenditori un cauto ottimismo e registro una grande determinazione nel voler continuare a crescere puntando sulla qualità e sulla sostenibilità".

Sara Bessi