“Stipendi da 30.000 dollari al mese”, anche i medici di Prato vanno a lavorare in Arabia Saudita

L’allarme di Biancalani (Fimmg) sugli espatri in Medioriente: "Fenomeno in continua crescita. Due colleghi ospedalieri hanno deciso di trasferirsi a Dubai”

Medici (foto di repertorio)

Medici (foto di repertorio)

Prato, 10 dicembre 2023 – ”Si può dire che si è invertita la rotta nel vero senso della parola. Fino a qualche tempo fa c’erano siti e associazioni che aiutavano i medici stranieri ad inserirsi in Italia. Adesso gli stessi siti aiutano i medici italiani ad espatriare. Meta preferita il Medioriente. Dopo Dubai ora l’attenzione si concentra in particolare sull’Arabia Saudita che sta cercando 40mila medici con l’obiettivo di trovarli entro il 2030. Un fenomeno che riguarda anche Prato". Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg (Federazione medici di medicina generale), alza il velo sull’esodo dei professionisti della sanità verso terre con offerte lavorative più allettanti. "Guardando all’area pratese, sono a conoscenza di almeno due casi di medici ospedalieri che hanno optato per questa possibilità, lasciando Prato per Dubai – dice ancora Biancalani – i Paesi mediorientali sono alla ricerca di medici ed infermieri, ma lo stesso vale per Germania, Svizzera, Francia. Sono richiesti soprattutto sanitari italiani perché sono professionisti con un alto livello di preparazione e formazione".

Una ricerca che viene supportata e resa convincente dalla contropartita offerta in termini economici e di qualità della vita. E che trova terreno fertile in una categoria che il 5 dicembre scorso ha manifestato con uno sciopero generale di 24 ore, con adesione nazionale all’85 per cento, tutto il suo malcontento per il trattamento economico, i tagli alle pensioni e le condizioni lavorative.

Il sacrificio dell’espatrio adesso sembra ben ricompensato da una serie di benefit impensabili in Italia.

"Il luogo preferito è il Medioriente, dove ai medici viene riconosciuta la laurea con un piccolo corso di integrazione della durata di 6 mesi. È richiesta la conoscenza dell’inglese". Arriviamo ai compensi per la prestazione professionale: "Gli stipendi possono arrivare a 25-30mila dollari netti al mese – aggiunge – a questi vanno aggiunti alcuni benefit, come l’alloggio, le scuole per i figli…". Ci sono specializzazioni che vanno per la maggiore, come "medicina generale, ortopedia, chirurgia generale ed estetica, radiologia", sottolinea Biancalani.

Una scappatoia dalle condizioni poco tutelate di lavoro del sistema sanitario nazionale che rappresenta "un ulteriore pericolo per la stessa organizzazione sanitaria italiana. Il nostro Paese spende e investe nella formazione di questi professionisti che poi decidono di espatriare", insiste il segretario regionale Fimmg.

Come si può riuscire a trattenerli quando le condizioni sono così diverse? "È un problema di ordine nazionale – insiste il segretario toscano della Fimmg – sarebbe opportuno, come si richiede da tempo, ridurre i cavilli burocratici, migliorare i turni di lavoro che spesso sono massacranti a discapito del servizio erogato e sempre più rischiosi per i professionisti".

I medici che invece si lasciano sedurre dal fascino del Medioriente trovano nelle strutture sanitarie "tecnologie e macchinari all’avanguardia perché ci sono forti investimenti in questo ambito. Che cosa auspico per riattivare una inversione di tendenza e per non svuotare di personale il nostro sistema sanitario pubblico, già fortemente penalizzato? – chiude Biancalani – Auspico che la situazione in Italia possa migliorare grazie a finanziamenti adeguati per incidere sulla qualità del lavoro sotto il profilo economico e sulle condizioni lavorative".