Carabinieri
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Prato, 26 febbraio 2021 - Si è tolto la vita all’interno della propria agenzia di viaggi, vuota da troppi mesi a questa parte. L’ha fatto lì, nel luogo dove lavorava e alla fine viveva, e forse quel posto non è stato scelto a caso. Stefano aveva 68 anni e da 25 organizzava viaggi per gli altri. Quei viaggi che oggi nessuno, bloccato dai divieti e dalla paura del virus, può fare più. Chiuso nel vortice dei suoi pensieri si è impiccato, facendola finita. E l’ombra della crisi economica si proietta su questa morte che ha gettato nello sconcerto l’intera frazione di Seano, nel comune di Carmignano, paese di nemmeno cinquemila anime dove tutti conoscono tutti. «Non ho parole, sono rimasto pietrificato dalla notizia. Penso che il suo gesto sia legato alla crisi economica e sociale innescata dal periodo di pandemia e alla chiusura della sua attività di agente di viaggi, un settore molto colpito», ha commentato nell’immediatezza dei fatti il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti.

«Bisogna agire per aiutare tutte le categorie economiche che stanno risentendo troppo di questo lungo periodo di crisi». Già, perché il sospetto che tutto questo - le chiusure delle attività, i soldi che vengono a mancare e l’orizzonte che si chiude su se stesso - c’entri in profondità con il suicidio attraversa i pensieri di tutti coloro che lo conoscevano. Com’era già successo anche a Firenze, nell’agosto scorso, quando un ristoratore di 44 anni, in ansia per il mutuo del suo locale, aveva deciso di togliersi la vita. Com’è già successo tante volte in questi ultimi mesi, nel corso dei quali gli psichiatri hanno lanciato l’allarme ravvisando un aumento del numero dei suicidi legato in maniera diretta o indiretta al coronavirus. L’agente di viaggio è stato trovato nel pomeriggio privo di vita dalla sua socia, che da un paio di ore non aveva più sue notizie.

Sul posto un’ambulanza del 118 ed i carabinieri di Carmignano per eseguire i rilievi. I militari hanno trovato un biglietto al quale l’uomo ha affidato i suoi ultimi pensieri e le motivazioni che lo hanno spinto a compiere quel gesto, chiedendo scusa ai familiari e alla socia. «E’ una vittima del Covid anche lui - dice pieno di dolore Elmar Manfredi, il titolare del bar che si trova proprio accanto all’agenzia di viaggi - Noi partite iva siamo abbandonati a noi stessi. Non lavoriamo più o comunque lavoriamo poco, ma le spese ci sono. Chiederò agli altri commercianti di organizzare un gesto simbolico: penso alla chiusura per due ore delle nostre attività, per ricordare a tutti che non abbiamo aiuti mentre chi affitta i fondi non fa un passo indietro».