Non restituisce i soldi del prestito: i familiari in balia degli aguzzini per ore

La donna è stata minacciata da una connazionale a cui aveva chiesto 80.000 euro. "Dammi il denaro o lo considero il regalo per la tua sepoltura" . Tre arresti, ma il gip li scarcera

E' intervenuta la polizia (foto di repertorio)
E' intervenuta la polizia (foto di repertorio)

Prato, 3 gennaio 2024 – Bloccati in una stanza della casa con i tre aguzzini che rovistavano dappertutto alla ricerca di soldi e passaporti delle presunte vittime. Minacce di morte e richieste insistenti di riavere indietro il denaro prestato altrimenti "sarebbero stati guai". Una vicenda dai contorni poco chiari che il 29 dicembre è sfociata nell’arresto di tre cittadini cinesi, una donna e due uomini, che avrebbero terrorizzato per un pomeriggio interno la famiglia di un’altra cinese che nel marzo scorso ha preso in prestito dalla connazionale ben 80.000 euro.

Prestito che la donna non sarebbe stata in grado di "onorare" e che avrebbe portato a far lievitare in modo esponenziale la richiesta di interessi per circa 90.000 euro totali. I tre arrestati sono già comparsi di fronte al gip Marco Malerba, che ha confermato l’arresto ma non ha applicato la misura cautelare disponendo l’immediato rilascio dei tre indagati. La donna, difesa dall’avvocato Elisa Baldocci di Firenze, e i due uomini, assistiti dall’avvocato Gianandrea Rosati di Prato, devono rispondere delle pesanti accuse di tentata estorsione, sequestro di persona e rapina. Il gip ha convalidato l’arresto solo per la rapina.

La vicenda dai contorni "grotteschi", come l’ha definita il giudice nell’ordinanza, fa emergere uno spaccato delle comunità cinese non nuovo: prestiti di denaro, minacce e pressioni per riaverli con cifre di interessi da capogiro. E i metodi usati per farsi pagare i debiti non sarebbero sempre dei più ortodossi.

Secondo quanto riferito dalla persona offesa, tutto nascerebbe da un prestito che la cinese ha chiesto alla connazionale nel marzo scorso. La donna avrebbe ottenuto 80.000 euro. Le due hanno firmato una sorta di accordo scritto. " Come prassi fra i miei connazionali – ha spiegato la donna al gip – abbiamo compilato un foglio, che in Cina ha valore legale, nel quale abbiamo stabilito che avrei restituito a lei l’intera somma in 12 mesi ". Il tasso di interesse era dell’1%. La donna , però, non sarebbe stata in grado di onorare le rate in maniera costante, anzi a luglio non avrebbe proprio pagato tanto che la connazionale l’avrebbe picchiata sotto gli occhi del marito. A quel punto il tasso di interesse sarebbe lievitato fino al 13%.

Il pomeriggio del 29 dicembre la cinese che aveva prestato i soldi si è presentata sotto casa dell’altra. Le due hanno discusso, poi la debitrice si è allontanata. L’altra è rimasta sotto casa sua, in via Milano al Soccorso. Quando ha visto la madre della donna arrivare con il nipotino di 4 anni, l’ha seguita ed è entrata nell’abitazione. A quel punto l’avrebbe minacciata, anche di morte (" i soldi li considero come un regalo per la tua sepoltura "), se non le avesse dato il denaro. Nel frattempo, la cinese ha fatto arrivare due suoi amici per aiutarla a cercare i soldi in casa, mettendo tutto a soqquadro e appropriandosi di 200 euro in contanti e dei passaporti della cinese e della madre.

Nello stesso momento è arrivato il marito della debitrice. I tre (mamma, marito e figlio della debitrice) sono stati chiusi in camera da letto e tenuti lì per diverse ore. La madre, però, è riuscita a inviare un messaggio su WeChat alla figlia che, spaventata per l’incolumità dei suoi cari, ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno fatto irruzione nella casa trovando la donna e i due uomini. La mamma con il genero e il nipotino erano chiusi in camera da letto. Nella disponibilità della creditrice sono stati trovati i 200 euro e i passaporti. Sono scattati denunce e arresti.

Per il gip, però, tutta la vicenda è poco "chiara", ci sono evidenti contraddizioni nei racconti (Come ha fatto la cinese a entrare in casa? Perché la debitrice ha lasciato mamma e figlioletto in balia della rivale per ore prima di chiamare la polizia?) che rendono la storia poco coerente. Le indagini andranno avanti anche per chiarire si si possa trattare di un caso d usura.