Prato, 30 agosto 2025 - Gabriele Alberti è il nuovo presidente della Cui, la Cooperativa Unitaria Invalidi di Prato. Fondata nel 1975 come falegnameria per opera di un gruppo di genitori che vollero provare a dare ai propri figli disabili una opportunità lavorativa, oggi la struttura di via di Reggiana è una cooperativa di tipo A, che ospita un centro diurno ed effettua un servizio sociale, integrando nuovi programmi con le attività esistenti. Alberti, 47 anni, dipendente della Misericordia di Prato, presidente di Aned Prato, ex presidente del consiglio comunale e consigliere comunale nella legislatura da poco conclusa, subentra ad Ambra Giorgi che ha portato avanti l'incarico di presidente per tre mandati. L'incarico affidato dai soci ad Alberti è di durata triennale.
“Questa è una struttura con una storia che viene da lontano – racconta Alberti -. Un luogo di innovazione che cinquant'anni fa ha anticipato quelle che poi sono le esigenze a cui oggi la Cooperativa prova a rispondere. Uno spazio che ha da poco festeggiato 50 anni e che ha saputo dare un futuro all'intuizione originaria di farne una falegnameria sociale. Oggi si porta avanti un'attività socio-terapeutica, si lavora dove possibile sull'indipendenza dei ragazzi. E si continua a portare avanti l'atelier, dedicato alla creazione di prodotti artigianali molto curati, soprattutto in legno, realizzati dagli utenti del centro. Attività d'oggettistica molto apprezzata sul territorio e ricercata per bomboniere per ricorrenze come battesimi e matrimoni. Senza dimenticare il grande lavoro sui presepi”.
La struttura oggi conta su 25 persone fra educatori, oss e assistenti di base, ed è suddivisa in tre moduli indipendenti. Alberti racconta anche come è nata l'idea della presidenza. “Ho sempre lavorato nel sociale – dice -. Prima in Pubblica Assistenza, oggi in Misericordia. Viste questa mie caratteristiche, l'ex presidente Giorgi mi ha cercato e mi ha proposto questa opportunità. Che ho immediatamente accettato. La ringrazio per avere pensato a me e soprattutto per avere portato avanti un lavoro così eccellente nei nove anni di sua presidenza”. Intanto ci sono già i primi programmi da concretizzare per il nuovo corso di Cui. “Intanto dobbiamo continuare a fare ciò che è sempre stato fatto – sottolinea Alberti -. Un'attività molto importante. Poi come progettualità vogliamo ampliare le collaborazioni con altri pezzi di città, per fare vivere lo spazio anche oltre l'orario lavorativo. A dicembre porteremo un gruppo di ragazzi a Wangen nell'ambito del tradizionale gemellaggio, così da fargli fare un'esperienza all'estero, dove c'è un mercato artigiano di livello”.
Altro tema è quello dei rapporti con il mondo delle aziende. “Vorremmo coinvolgere varie realtà aziendali del territorio, così da creare opportunità e sinergie – sottolinea il neo presidente -. Se ci commissionassero lavori, potremmo ampliare le attività esterne dei ragazzi, e gravare meno sulle loro famiglie”. E poi il capitolo infrastrutturale. “Nei prossimi tre anni dobbiamo capire se la locazione, oggi in via di Reggiana in uno spazio in convenzione con la Provincia, con cui i rapporti sono ottimi, sia la soluzione ideale – conclude Alberti -. Oppure se c'è la necessità di un investimento per creare o cercare nuovi spazi. Un percorso tutto da scrivere e immaginare, ma che rappresenta la sfida del futuro della Cui”.