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14 mag 2022

Pasolini ad Amsterdam Il premio a La Baracca

Lo spettacolo "Non ci capiamo" scelto dall’Istituto di cultura italiano per celebrare i 100 anni della nascita dell’artista

Lo spettacolo "Non ci capiamo. Dialogo impossibile fra Carla Lonzi e Pier Paolo Pasolini" di e con Maila Ermini e Gianfelice D’Accolti (foto) è stato scelto per celebrare i cento anni dalla nascita di Pasolini dall’Istituto di Cultura Italiano di Amsterdam. Sarà rappresentato l’8 giugno prossimo ed è un riconoscimento molto importante per il piccolo Teatro La Baracca, uno spazio di resistenza artistica, che vive grazie alle sue idee e al suo pubblico. Una bella notizia che in parte ripaga gli sforzi che sono stati necessari per non arrendersi nei lunghi mesi del lockdown della cultura, per mantenere viva la passione per un teatro fatto di libertà, ricerca e professionalità, senza gli aiuti che sono invece arrivati ai teatri finanziati con i soldi pubblici. Nello spettacolo già andato in scena con successo e repliche a La Baracca, Maila Ermini immagina che nel lontano 1975 Carla Lonzi, l’irriducibile femminista fiorentina, riesca ad incontrare Pasolini, a cui proprio in quell’anno aveva realmente indirizzato una lettera tramite il Corriere della Sera, mai recapitata.

Ermini mette in scena con D’Accolti un confronto tra i due e lo immagina a tavola, davanti a un piatto di pasta. Teorica del femminismo e critica d’arte la prima, controverso intellettuale e regista il secondo, entrambi scandalosamente fuori dal coro negli anni di piombo: il dialogo è un fitto scambio di battute e repliche, in cui ognuno è investito del doppio ruolo di accusatore e di difensore. I due intellettali, pur nell’incomprensione reciproca, alla fine non possono fare a meno di amarsi nella comune battaglia per la difesa del pensiero. "In una realtà come quella odierna dove il confronto è fatto soprattutto di opinioni mal supportate da idee, spesso comunque confuse e inconsistenti, il miglior pregio del dialogo è di averci riportato ad uno scambio basato sulla capacità personale di elaborare un proprio pensiero, senza partigianerie" ha scritto il critico teatrale Leonardo Favilli, uno dei tanti positivi commenti ricevuti dallo spettacolo.

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