Prato, 30 settembre 2020 - Ci sono indizi, arma del delitto e un presunto assassino. Ma manca ancora il movente. Rimane inspiegabile, ad oggi, il motivo che lunedì sera avrebbe spinto Christian Ottavi, di 43 anni, a uccidere il conoscente e vicino di casa, Mirko Congera, di un anno più anziano di lui.

L'omicidio, con una coltellata alla gola, è avvenuto in via Firenze sulla porta dell'abitazione che la vittima divideva con la propria compagna, Daniela Gioitta, di 42 anni. Anche lei è stata colpita con lo stesso coltello da cucina (repertato dai carabinieri) dall'aggressore, ma è riuscita a salvarsi. Dopo essere stata operata d'urgenza all'ospedale di Prato la donna è stata ascoltata dai militari, ma non ha saputo dare alcuna spiegazione riguardo a quello che era accaduto, né riguardo al rapporto che l'aggressore avrebbe intrattenuto con la vittima. Rimane in silenzio anche il presunto omicida, ancora in stato di fermo, che nell'interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pm. Sul cadavere di Mirko Congera è stata disposta l'autopsia da parte della procura: l'esame sul cadavere verrà eseguito nelle prossime ore.