Museo Soffici, cambia il direttore: "Un affronto all’eredità di Corsetti"

Niente riconferma per Giulia Ballerini che ne aveva raccolto il testimone, fra le più stimate esperte dell’artista. Lettera aperta di Vettori: "Non è stata nemmeno avvisata del bando. In gioco il futuro dell’istituzione".

Museo Soffici, cambia il direttore: "Un affronto all’eredità di Corsetti"
Museo Soffici, cambia il direttore: "Un affronto all’eredità di Corsetti"

Sono rimasta veramente basita quando ho appreso che il Museo Soffici avrà un nuovo direttore e sono convinta che Luigi Corsetti, ovunque egli sia, lo sia più di me. La non riconferma di Giulia Ballerini è stata una doccia fredda, inaspettata. Sotto la guida di Corsetti, Ballerini per anni ha contribuito a divulgare la conoscenza dell’artista poggese, a cominciare dalla tesi di laurea che gli ha dedicato, studiando insieme a Corsetti fra i testi e i documenti raccolti e conservati con cura alle Scuderie Medicee. Proprio per la sua grande conoscenza dell’opera sofficiana, Giulia nel 2020 è stata scelta per succedere a Corsetti, prematuramente scomparso, alla guida del Museo. Per tutti noi che abbiamo avuto l’onore di conoscere Luigi, la sua passione e la ferrea volontà con cui si è battuto affinché Poggio avesse un centro documentale e artistico (unico in Italia) dell’opera di Soffici, il passaggio del testimone a Giulia rappresentava la continuità naturale e ideale per proseguire il suo lavoro con la stessa passione per la ricerca artistica, lo stesso fervore e la stessa umanità. In questi ultimi mesi, invece, le proposte di Giulia Ballerini per continuare a valorizzare l’eredità del grande artista poggese non hanno avuto trovato nel nuovo assessore alla cultura Diletta Bresci la necessaria attenzione. Ballerini non è stata nemmeno informata del bando che avrebbe segnato la fine del suo mandato. Sento il dovere di scriverlo pubblicamente, non da consigliera comunale del Pd, ma da cittadina poggese. Perché non si tratta di polemica politica, ma del futuro di un’istituzione culturale di grande rilevanza, oltre che di un patrimonio della nostra comunità.

Per un piccolo comune come Poggio riuscire a dare lustro e dignità ad un Museo come quello di Soffici e del ’900 italiano è un grandissimo onore, ma anche una grandissima responsabilità. Non occorre essere storici dell’arte o esperti di gestione museale per capire che per dirigere un museo dedicato a Soffici occorrono una conoscenza approfondita dell’artista poggese e legami ad alti livelli nel mondo dell’arte. Grazie ai suoi studi, al suo generoso impegno, ai rapporti costruiti in tanti anni, Giulia è una delle storiche dell’arte piu accreditate agli occhi dei massimi esperti nazionali di Soffici. Un impegno di anni e anni, come detto, che ha contribuito anche ad arricchire il patrimonio del museo. Di esempi ne potrei fare tanti, ne cito uno: nel 2021 grazie a Giulia e al lavoro fatto con il critico d’arte Marco Moretti, il curatore del Museo Luigi Cavallo e l’assessore alla cultura della precedente giunta, è stato possibile far tornare a Poggio la lettera scritta nel 1913 da Ardengo Soffici a Giuseppe Prezzolini su carta intestata della Rivista Lacerba, un documento di grande valore, simbolico anche per il nostro territorio. Chi meglio di lei poteva conoscere l’importanza di quell’opera e della sua acquisizione per il nostro Museo?

L’amore di Luigi Corsetti per l’arte, e in particolare per l’opera di Soffici, è un’eredità che noi poggesi non possiamo permetterci di perdere o veder svilire. Tutti noi dobbiamo anche avere cura dell’eredità di Soffici, il grande artista che ha scelto Poggio come casa e luogo del cuore. E’ stato molto doloroso abituarsi a non vedere piu il maggiolone di Corsetti parcheggiato davanti alle Scuderie, a non incontrarlo o sentire la sua voce una volta varcato l’ingresso. Da domani sapere che non ci sarà piu nemmeno Giulia tra quelle sale, sarà come perderlo un’altra volta e perdere tutto il patrimonio che ci ha lasciato.

Paola Vettori

Cittadina poggese