Moda sostenibile: "Prevendita intelligente per evitare l’invenduto". La soluzione di Rifò

E’ tra le novità della collezione del brand pratese della circular fashion. I filati rigenerati, le nuove tinture con pigmenti vegetali sono affiancati. dal passaporto digitale almeno per la metà dei prodotti autunno-inverno.

Moda sostenibile: "Prevendita intelligente per evitare l’invenduto". La soluzione di Rifò

Il progetto di Rifò «Nei nostri panni»

Passaporto digitale di sostenibilità a cui si aggiunge la prevendita per evitare sovraproduzione e sovraconsumo: sono i due punti di forza della collezione autunno-inverno 23-24 di Rifò, il brand di moda ecosostenibile, che così vuole fare fronte al fenomeno dell’invenduto sugli scaffali a fine stagione. Motivo, quest’ultimo, che e porta molto spesso le aziende di moda a aderire a sconti stagionali, Black friday e, in ultima istanza, distruzione dell’invenduto. E fenomeno che trova risposte nella nuova direttiva Ecodesign for Sustainable Product Regulation (ESPR) che la Commissione Europea ha proposto in sostituzione alla direttiva vigente. Un terzo di ciò che viene prodotto nel mondo finisce invenduto e secondo la direttiva europea molto presto anche in Italia, come già in altri Paesi dell’Unione Europea, potrebbe essere proibito distruggere l’overstock.

Ecco che Rifò propone il modello della prevendita proprio "per ridurre i propri impatti e soprattutto contrastare la tendenza del settore moda a sovraprodurre e spingere le persone al sovraconsumo". I clienti possono accedere alla prevendita per un periodo che va dalle 3 alle 6 settimane. "Questo permette di raccogliere gli ordini e produrre solo quello che davvero serve grazie alla stretta collaborazione con gli artigiani locali – spiegano dall’azienda fondata nel 2017 da Niccolò Cipriani –. In questo modo le persone possono accedere ad un piccolo sconto che ripaga dell’attesa". Scopo della prevendita è "di evitare l’invenduto sugli scaffali a fine stagione".

Alla prevendita si affianca il passaporto digitale di sostenibilità, un documento importantissimo nel solco della circular fashion. Infatti, più del 50% dei capi della nuova collezione Rifò danno all’utente un’idea chiara e intuitiva dei consumi di risorse relativi all’indumento che valutano di acquistare. Il passaporto digitale di sostenibilità è consultabile nelle pagine prodotto dello shop online e dalla prossima stagione FW 24-25 lo sarà anche attraverso un QR code stampato sull’etichetta. "Tra i principali elementi presi in considerazione per calcolare gli LCA (Life Cycle Assessment) dedicati ad ogni prodotto c’è il materiale, dove e come è stato prodotto e anche tutti i chilometri percorsi fino al magazzino di Rifò, dalla rigenerazione fino a diventare un nuovo capo di abbigliamento. Una caratteristica che domina da sempre le collezioni di Rifò che per la maglieria 23-24 sperimenta nuovi filati rigenerati, come il cotone, il cashmere donegal e lana, ma anche nuovi metodi di tintura attraverso pigmenti vegetali e biodegradabili. "Siamo molto soddisfatti della collezione – afferma Cipriani – perché alza l’asticella e raggiunge un alto standard di trasparenza verso le persone e allo stesso tempo un impegno serio nella riduzione del nostro impatto sul pianeta. Solo capendo il valore di un capo e il lavoro che c’è dietro potremmo sfuggire al fast fashion".

Sa.Be.