ANNA BELTRAME
Cronaca

La lettera aperta: "Spaccio e degrado, noi residenti in centro chiediamo sicurezza"

Da piazza Duomo a piazza del Comune: appello alle istituzioni. "Il cuore della città teatro impunito di vendita e consumo di droga, di risse sempre più violente”

Lettera aperta dei cittadini di Prato per chiedere più sicurezza

Lettera aperta dei cittadini di Prato per chiedere più sicurezza

Prato, 15 ottobre 2023 – Ecco la lettera aperta che decine e decine di famiglie cha abitano in centro storico, fra piazza Duomo e piazza del Comune, hanno deciso di scrivere alle istituzioni cittadine per denunciare la situazione di degrado e di insicurezza legata allo spaccio e al consumo di droga nel cuore della città. Una richiesta di attenzione e di sguardo su un problema noto e purtroppo sempre più grave. Un appello lanciato attraverso la Nazione perché con la buona volontà di tutti le cose possano iniziare a cambiare.

"Siamo un numeroso gruppo di persone che abitano nel pieno centro storico, di quelle che sanno bene che abitare nel cuore di una qualsiasi città è bellissimo ma che allo stesso tempo richiede un po’ di pazienza e qualche difficoltà. Abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta per condividere le nostre preoccupazioni riguardo al crescente degrado nelle nostre strade, ormai teatro impunito di spaccio (e consumo) di droga e di risse sempre più violente. Sappiamo bene che il fenomeno della droga e del degrado è comune a moltissime città del nostro Paese, ma la peculiarità del nostro centro storico, dove il commercio ed il consumo avvengono in pieno giorno sotto gli occhi di tutti, ci lascia davvero un senso di impotenza e di sfiducia nei confronti di chi ha il compito di far rispettare la legge. Crediamo sia doveroso sottolineare che riteniamo fondamentale garantire la sicurezza pubblica per tutti i residenti, indipendentemente dalla loro origine etnica o culturale. Il nostro obiettivo non è alimentare pregiudizi o razzismo, ma solo proteggere lo spazio nel quale viviamo e creare un ambiente vivibile e sicuro per tutti.

Una nostra giovane vicina di casa, di origine marocchina, ci ha confessato di essere indignata per lo spettacolo che vede ogni giorno ascoltando alcuni suoi connazionali che parlano di dosi e soldi a voce alta, sicuri di non poter essere capiti e intercettati. "La conseguenza - ci dice turbata - è che quando dico che vengo dal Marocco vengo spesso accomunata a quella decina di miei connazionali che vendono impunemente droga nella piazza centrale della città e che, prima di tutti, fanno male a me". Non possiamo ignorare il fatto che il perdurare di questo degrado, per troppo tempo ignorato, abbia ormai alimentato sentimenti di divisione e intolleranza tra i residenti ed è questa, a nostro avviso, un’ ulteriore sconfitta per una comunità che invece, per sua natura è sempre stata accogliente ed inclusiva. Chiediamo, quindi, un impegno concreto da parte delle autorità e delle forze dell’ordine per affrontare questa escalation di disagio, in modo equo ed efficace, senza discriminazioni basate sull’origine etnica. Vogliamo che il centro della nostra città (come qualsiasi altra zona di essa) torni essere un luogo in cui ognuno possa sentirsi al sicuro, indipendentemente dalla sua provenienza.

Lo ripetiamo ancora una volta: non vogliamo alimentare razzismo o discriminazione ma ribadiamo la nostra preoccupazione per il degrado nelle nostre strade e l’importanza di garantire a tutti la sicurezza pubblica. Speriamo che questa lettera possa essere il punto di partenza per una discussione costruttiva su come affrontare questi problemi in modo efficace e inclusivo”.

Residenti di via Muzzi, via Firenzuola, piazza Duomo, via Magnolfi, via Manassei, via del Porcellatico, via Carraia, piazza San Domenico