La sindaca ora lascerà la Regione. Porte aperte al ritorno di Ciolini

Non c’è incompatibilità fra la carica di consigliere ed i ruoli in Multiutility (vice presidente) ed Estra (ad) "Ne discuterò lunedì con Bugetti e Fossi". Se rinunciasse toccherebbe a Martini, ex sindaco di Poggio.

La sindaca ora lascerà la Regione. Porte aperte al ritorno di Ciolini

La sindaca ora lascerà la Regione. Porte aperte al ritorno di Ciolini

Il telefono squilla fra una riunione e l’altra. Il daffare non manca all’amministratore delegato di Estra, vicepresidente di Alia Multiutility toscana. Ma gli impegni per Nicola Ciolini potrebbero presto aumentare, di certo se accetterà il posto che in consiglio regionale è stato in questi quattro anni ed è ancora fino a stasera di Ilaria Bugetti. Sì perché la neosindaca di Prato si dimetterà stasera al termine della seduta, non solo da consigliera regionale ma anche da presidente della commissione 2 "sviluppo economico".

La sua parabola politica in consiglio regionale iniziò nel 2015 al fianco di Nicola Ciolini, con lei il secondo pratese eletto a Firenze. Sconfitto alle elezioni regionali del 2020 proprio da Bugetti, che incassò con 11.324 preferenze personali nel collegio di Prato. Ora potrebbe scattare il seggio per Ciolini che non fa mistero di farci un pensierino: all’epoca portò a casa 9.005 preferenze.

"Non nego che mi piacerebbe – ammette l’ad di Estra – ma questa non è solo una scelta personale. Ci sono degli equilibri interni al partito che vanno misurati e per questo ne discuterò lunedì con Ilaria Bugetti e con il segretario regionale Emiliano Fossi con cui ho scambiato qualche parola lunedì sera".

Formalmente comunque non sussisterebbe incompatibilità fra la carica di consigliere regionale e la carriera in Estra e nella Multiutility.

Oltretutto, si tratta di un’esperienza che durerebbe un anno a palazzo Panciatichi anche se le Regionali potrebbero slittare alla primavera del 2026 per riallineare le elezioni fatte nel periodo Covid. Dunque Ciolini prende qualche giorno di tempo per sciogliere le riserve. Qualora rinunciasse all’ingresso in consiglio regionale, toccherebbe al secondo dei non eletti nel collegio di Prato: si tratta di Marco Martini, ex sindaco di Poggio a Caiano distintosi più volte per il ‘no’ all’ampliamento di Peretola, tesoriere del Pd provinciale, che si piazzò terzo con 3.394 preferenze.

m. l.