Studenti in una foto d'archivio
Studenti in una foto d'archivio

Prato, 5 marzo 2019 - Venti pagine da studiare al giorno di sei materie diverse. In totale 120 pagine da imparare a menadito per la mattina successiva. Il risultato? Adolescenti chiusi in casa, chini sui libri di scuola per tutto il pomeriggio e gran parte della serata. Studenti straimpegnati per restare al passo con il programma, genitori ad aiutarli. E i primi a lamentarsi sono proprio i genitori che vorrebbero cambiare rotta. Succede alla scuola media Fermi che fa parte del Comprensivo Nord dove un gruppo di genitori di ragazzini dalla prima e alla terza, ha protocollato un lettera indirizzata al preside Riccadro Fattori per chiedere un maggiore coordinamento tra professori sulle materie da studiare. Il problema non è fine a se stesso, ma quello che si porta dietro.

Adolescenti costretti a rinunciare allo sport, alla musica, agli amici per riuscire a terminare i compiti. Secondo le famiglie il carico di compiti da svolgere a casa sarebbe eccessivo, talvolta al limite. Gli orari? Il padre di un bambino che frequenta la seconda media racconta che il figlio, così come molti dei suoi compagni, ha rinunciato a suonare il violino e a fare sport. Ogni giorno torna a casa alle 14, il tempo di mangiare qualcosa e poi di nuovo sui libri fino alle 20. Quando va bene la sera riesce a vedere un po’ di tv altrimenti ancora a studiare fino quasi a mezzanotte. Uno stress continuo e quotidiano che, a detta delle famiglie che frequentano la Fermi, sta diventando ingestibile per i figli in preda ad ansie e preoccupazioni.

«Lo scopo della protesta non è far diventare i nostri figli degli asini, tutt’altro. Lo studio è importante e ci teniamo che i ragazzi studino, ma quello che accade da qualche mese è esasperante. Non è possibile che siano costretti a studiare sei materie diverse al giorno, che siano costretti a rinunciare a fare sport e a tutti gli svaghi dell’adolescenza per studiare più di 10 ore ogni giorno. Il fine settimana non esiste e lo svago si è ridotto a due orette al mese da trascorrere con gli amici», si sfogano i genitori.

Davvero troppo per le famiglie. Il preside della scuola per il momento ha preferito non rilasciare dichiarazioni. «Abbiamo provato a parlarne con i professori attraverso il rappresentante di classe, ma non siamo stati ascoltati. Vorremmo solo che ci fosse maggiore collaborazione tra i docenti nel dare i compiti a casa. Se un pomeriggio c’è da fare molto di italiano, magari le altre materie potrebbero non caricare così i ragazzi», insistono i genitori. A dicembre, poco prima di Natale, era stato il ministro Bussetti ad invitare docenti e presidi a non dare troppi compiti per le vacanze per lasciare tempo ai ragazzi di riposarsi e stare con la famiglia. La proposta aveva subito diviso il mondo della scuola tra favorevoli e contrari.