Il luogo della tragedia e, nel riquadro, la vittima
Il luogo della tragedia e, nel riquadro, la vittima

Montemurlo, 4 maggio 2021 - È bastata poco, pochissimo, appena qualche secondo, per spezzare la vita di Luana D’Orazio, 22 anni, madre di una bambina di pochi mesi, rimasta incastrata tra i subbi di un orditoio. Luana non ha avuto scampo: i potenti rulli del macchinario tessile hanno prima agganciato e poi schiacciato il suo corpo esile.

La tragedia è avvenuta all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano ad Oste. L’operaia stava lavorando attorno a un orditoio quando, per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti, è rimasta incastrata nel macchinario ed è morta praticamente sul colpo. Erano da poco passate le 10 quando i colleghi della donna hanno dato l’allarme.

La scena che si sono trovati di fronte è stata agghiacciante: il corpo dell’operaia era incastrato tra i meccanismi del macchinario. D’Orazio stava lavorando nel reparto di orditura a campione insieme ad un collega. Ad accorgersi della tragedia è stato l’uomo che, voltandosi, ha capito quello che era successo.

Immediato l’allarme, il collega è corso per fermare il macchinario, ma ormai per la ventiduenne non c’era più niente da fare. Il corpo della donna è stato schiacciato ed è rimasto incastrato nell’orditoio tanto che i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno impiegato diverse ore per rimuovere la salma.

Immediato l’intervento anche di carabinieri, ispettorato del lavoro dell’Asl e servizi funebri della Misericordia di Montemurlo. Sul posto anche un’ambulanza della Misericordia di Montemurlo, ma il medico non ha potuto fare altro che constare il decesso della giovane madre di un bambina di pochi mesi, residente in provincia di Pistoia insieme ai genitori e al fratello.

Comprensibile lo choc tra i dipendenti dell’azienda molto conosciuta nel distretto di Montemurlo: Luana Coppini, la titolare dell’orditura che porta il suo nome, si è sentita male quando è stata avvisata della tragedia ed è stata accompagnata a casa.

La vittima lavorava in via Garigliano da circa un anno. "Non ci posso credere, era una ragazza giovanissima e solare": scuote il capo un collega che al momento della tragedia era impegnato in un altro reparto. In azienda è rimasto il marito della titolare, comprensibilmente scosso: "In questo momento siamo sconvolti. Una tragedia, una tragedia".

Poche parole prima di tornare all’interno del capannone accompagnato dai carabinieri e dagli ispettori dell’Asl che dovranno verificare cosa sia accaduto.

L’area dove si trova l’orditoio è stata sequestrata, in attesa delle verifiche del caso. Nei prossimi giorni saranno effettuate alcune prove tecniche per verificare che non ci sia stato un malfunzionamento di qualche meccanismo. Spetterà ai tecnici dell’Asl stabilire se i sistemi di sicurezza abbiano funzionato o meno.

Resta da capire come sia potuta avvenire una tragedia simile, che in pochi attimi ha spezzato la vita di una giovane madre. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche la possibilità che la donna sia stata colpita da un malore, anche perché il collega che era in reparto con lei si è accorto di tutto solo a tragedia avvenuta.

L’operaio ha riferito di non aver sentito grida di aiuto. La salma è stata traferita all’obitorio di Pistoia per l’autopsia che verrà disposta oggi dal sostituto procuratore Massimo Petrocchi.

Per una tragica coincidenza l’incidente mortale è avvenuto a soli tre giorni dal Primo maggio e nel giorno della festa del patrono di Montemurlo. Venuto a conoscenza dell’incidente mortale il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, si è recato sul posto insieme all’assessore Giuseppe Forastiero.

"Sono profondamente scosso da quanto avvenuto e mi fa ancor più male sapere che questa ragazza era diventata da poco madre, un pensiero che mi lascia davvero sgomento. È una tragedia che colpisce tutta la comunità montemurlese e mi stringo in segno di cordoglio, anche a nome di tutta l’amministrazione, alla famiglia della giovane. Abbiamo deciso con il parroco don Gianni di ricordare la giovane operaia e tutti gli altri morti sul lavoro durante le celebrazioni della festa patronale della Sata Croce". Sabato proprio il sindaco Calamai, in occasione del Primo Maggio, aveva rivolto un appello che parlava della necessità di investire in diritti e sicurezza per i lavoratori.