di Sara Bessi PRATO L’ospedale Santo Stefano sarà uno degli hub toscani in cui stoccare e da cui poi distribuire il vaccino anti-Covid. Siamo ancora in fase organizzativa, ma secondo quanto richiesto dal commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri saranno almeno tre i centri per la distribuzione del vaccino contro il coronavirus. Al momento, oltre al Santo Stefano, diretto da Daniela Matarrese, ci saranno per l’Asl Toscana Centro il San Jacopo di Pistoia e il San Giovanni di Dio a Firenze. Proprio a queste strutture ospedaliere saranno destinati gli ultra-freezer in grado di mantenere alla temperatura di meno 70 gradi le dosi di vaccino. L’Asl Centro sta pensando di destinare un freezer anche ad...

di Sara Bessi

PRATO

L’ospedale Santo Stefano sarà uno degli hub toscani in cui stoccare e da cui poi distribuire il vaccino anti-Covid. Siamo ancora in fase organizzativa, ma secondo quanto richiesto dal commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri saranno almeno tre i centri per la distribuzione del vaccino contro il coronavirus. Al momento, oltre al Santo Stefano, diretto da Daniela Matarrese, ci saranno per l’Asl Toscana Centro il San Jacopo di Pistoia e il San Giovanni di Dio a Firenze. Proprio a queste strutture ospedaliere saranno destinati gli ultra-freezer in grado di mantenere alla temperatura di meno 70 gradi le dosi di vaccino. L’Asl Centro sta pensando di destinare un freezer anche ad Empoli, che risponde ad un territorio vasto con oltre 260.000 abitanti, mentre un quinto dovrebbe essere destinato dalla Regione a Careggi.

Ogni freezer, dal costo di 15.000 euro ed acquistato tramite Estar (l’ente di supporto tecnico regionale) ha una capienza di 600 litri ed è in grado di contenere 20-25 scatole da 195 fiale ciascuna. Visto che ogni fiala sarà poi sporzionata in cinque dosi di vaccino, il freezeer del Santo Stefano sarà più o meno in grado di contenere qualcosa come 20.000 dosi vaccino. Nella fase iniziale alla Toscana sono destinate complessivamente 212.000 dosi che serviranno a vaccinare 106.000 persone con una prima somministrazione ed un richiamo. Per quanto riguarda l’Asl Toscana Centro, che inizierà con la somministrazione nell’ultima settimana di gennaio 2021 (la data indicativa è quella del 22 gennaio) i cittadini papabili per la vaccinazione sono in tutto 46.000. Infatti, le categorie con priorità di vaccinazione, che sarà a carattere volontario, sono quelle gli operatori sanitari ospedalieri e territoriali, degli operatori socio sanitari, del personale e degli ospiti delle rsa, dei medici e pediatri di famiglia. A Prato il numero di persone che rientrano nelle categorie prioritarie indicate dal ministero della Salute si aggira intorno a cinquemila. I vaccini pronti sono quelli della Pfizer-Biontec e quelli di Moderna. In Inghilterra la campagna di vaccinazione avrà inizio prima degli altri paesi, ossia a partire dalla prossima settimana, e la scelta è andata sul prodotto della Pfizer. Per quanto riguarda l’autorizzazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) al vaccino della Pfizer si parla di concludere l’iter di valutazione in una riunione del 29 dicembre, mentre per il vaccino di Moderna la valutazione sarà conclusa il 12 gennaio del 2021. Dunque, ci si prepara per queste due date. E nel caso in cui nel futuro l’emergenza coronavirus dovesse terminare, gli ultra freezer da -70 gradi potranno essere comunque utilizzati per conservare protesi sanitari e altro materiale simile. Il piano vaccinale è in via di messa a punto.

Secondo la scheda tecnica approvata dall’agenzia del farmaco inglese e dal dipartimentio della salute inglese, il vaccino Pfizer-Biontech può rimanere stoccato nei super freezer a -70 gradi per almeno sei mesi. Mentre per trasportare le dosi dall’hub - in questo caso il Santo Stefano - alle strutture esterne, ad esempio le varie rsa, il vaccino non diluito può resistere fino a cinque giorni ad una temperatura compresa fra 2 e 8 gradi. Una volta che il liquido vaccinale viene diluito deve essere inoculato per somministrazione intramuscolare nell’arco di sei ore. La somministrazione avverrà in due momenti: dopo la prima dose, una seconda dopo 21 giorni. L’effettiva immunizzazione si avrà una settimana dopo la seconda somministrazione: il che significa che sarà necessario un mese dalla prima iniezione per avere la certezza di essere protetti dal virus.