"Il salone ora sia più attrattivo. Con forum e approfondimenti"

La 38ª edizione di Milano Unica, la fiera del tessile, registra una buona affluenza di clienti e un crescente interesse per la sostenibilità. Le aziende pratesi presenti sono soddisfatte e considerano Milano Unica un appuntamento internazionale di rilievo. Alcune aziende, come il Lanificio Nuovo Ri-Vera, partecipano come simbolo di rinascita dopo l'alluvione subita. Si auspica che la fiera diventi più attrattiva con forum sulle tendenze e sulla sostenibilità.

"Il salone   ora sia più attrattivo. Con forum e approfondimenti"
"Il salone ora sia più attrattivo. Con forum e approfondimenti"

"La si può definire la fiera delle convergenza e dei grandi numeri. Sta andando bene con una buona affluenza di clienti". Così Sandro Ciardi di Dinamo Contemporary Fabrics presente a Milano Unica insieme al resto del gruppo del distretto. D’accordo anche Marco Toccafondi, direttore generale di Pontetorto, riguardo l’edizione 38 di Milano Unica "partita col piede giusto. Sembra che i clienti siamo arrivati in fiera con un buon entusiasmo e con tanta curiosità. La nostra collezione piace molto e la richiesta di sostenibilità reale, etica e tracciabile è in crescita. Fondamentale per chi, come noi, ha un approccio serio su questo tema dal 1952.La struttura così ricca e ampia della collezione con una forte creatività e una riscoperta delle fibre naturali più nobili riesce a fare la differenza".

"E’ una fiera bellissima – fa eco Simone Bellucci del Lanificio Bellucci Mario che ha allestito uno stand più ampio rispetto al passato – con 101 espositori pratesi. A Parigi, ormai, vanno in pochi e Milano è diventato un appuntamento internazionale. Lo dimostrano i grandi brand che sono già stati in visita allo stand, dall’America, all’Europa, alla Corea. Gli stand scoppiano. Si arriva al 2024 dopo un anno che tutto sommato non è andato male; semmai c’è timore sugli acquisti dei clienti che negli anni passati hanno comprato tanto". C’è chi è arrivato all’appuntamento milanese portando la collezione come simbolo di rinascita e di resilienza. Aziende più forti dell’alluvione, come il Lanificio Nuovo Ri-Vera, allagato da un metro e mezzo di acqua e fango nello stabilimento della Briglia, a Vaiano. "Siamo contenti di aver lasciato Parigi per Milano ormai da settembre scorso – afferma Stefano Bardazzi – Storicamente le nostre tappe dagli anni Ottanta in poi erano Monaco, New York e Parigi. Ma adesso le cose sono cambiate: il mondo del tessile è diviso in due macroprodotti, quelli di importazione e quelli europei. Chi viene a Milano lo fa per i prodotti europei, mentre chi va Oltralpe cerca prodotti provenienti da Asia e Turchia. C’è una scrematura in entrata: qui si trovano prodotti di alta gamma e di qualità. Milano Unica a questo punto, per essere un volano, dovrebbe diventare una fiera più sfiziosa e attrattiva, per esempio con forum sulle tendenze, sulla sostenibilità o sugli archivi milanesi della moda".

Sara Bessi