Toscana in arancione da domenica o da lunedì? È la domanda che tormenta i ristoranti, i bar e i locali e che ancora non trova risposta. "È inaccettabile la totale assenza di certezze", commenta Tommaso Gei (nella foto), presidente Fipe-Confcommercio Prato. "Il governo sembra voler alzare ogni volta l’asticella del disagio vissuto dagli imprenditori e dai lavoratori del nostro settore. Se da una parte sono diventati chiari i meccanismi delle fasce di emergenza che ci permettono di prevedere il passaggio, dall’altra resta aperta la domanda sui tempi in cui questo avverrà. Il dubbio nasce perché da qualche settimana l’entrata in vigore delle misure contenute nelle Ordinanze è slittata dalla domenica al lunedì, ma cosa accadrà questa volta? Nessuno sa risponderci perché non c’è una regola e con ogni probabilità lo scopriremo venerdì sera con l’ordinanza del Ministero della Salute. E quindi con sole 24 o 48 ore di anticipo. Gli oltre 21mila pubblici esercizi toscani che si trovano a dover chiudere per due settimane, lasciando a casa oltre 100mila lavoratori, hanno il diritto di sapere come muoversi. Inoltre domenica è San Valentino - e abbiamo già numerose prenotazioni. Per non parlare delle forniture speciali che molti ristoranti ordinano per realizzare un menù dedicato a questa giornata e che rischiano di non poter essere utilizzate".