REDAZIONE PRATO

Il destino Multiutility: "Acqua, gas, rifiuti insieme". Ma bolle la questione idrica

Documento firmato Pd toscano-sindaci (Bugetti, Funaro e Mantellassi). Addio alla Borsa. E Monni rilancia: "Gara per la concessione da fermare".

Un unico punto certo c’è. Poi il resto sono semicertezze o quasi certezze perché in casa dem le sorprese e le variabili sono sempre pronte a spuntare (alcune si sono già manifestate nelle ultime ore). La Multiutility toscana non andrà in Borsa per trovare finanziamenti ad hoc mettendo a disposizione di piazza Affari una dote del 49 per cento. Pietra tombale fissata con il cemento armato. Non se ne parla più. Bisognerà parlare, invece, del modo con cui trovare le risorse adeguate per essere competivivi ed effcienti con la prima holding regionale dei servizi pubblici. Bond? Banche? Altre idee? Questa è la certezza uscita dall’incontro del vertice Pd toscano con i sindaci di Prato, Firenze e Empoli.

Poi ci sarebbe un’altra certezza che però vive già di destino incerto. Dentro la Multiutility ci devono stare, hanno detto nella nota comune Pd e sindaci (Ilaria Bugetti, Sara Funaro e Alessio Mantellassi) le tre gambe per cercare di andare lontano: acqua, gas e rifiuti. Che "vanno gestiti unitariamente".

L’asse tra sindaci e Pd toscano "si sta rafforzando con sempre più sintonia sugli scopi da raggiungere" hanno detto. E il Pd "intende sostenere e difendere l’assoluta centralità del ruolo dei primi cittadini nelle scelte strategiche dello sviluppo dell’azienda". Un chiarimento che avrebbe dovuto rassicurare chi, anche fra i Comuni soci, iniziava a temere un depotenziamento del progetto, a causa di uno scorporo dell’acqua a beneficio della continuità con Acea.

L’assessora regionale Monia Monni ha riacceso i riflettori proprio sull’acqua riaprendo di fatto il dibattito sul futuro della gestione della risorsa idrica. Ha auspicato, durante la trasmissione Telegram di Toscana Tv, "una proroga tecnica di un altro anno o due" della gara per il servizio idrico del Medio Valdarno, finalizzata a trovare un nuovo partner di minoranza dei soci pubblici in Publiacqua, "per avere il tempo di sviluppare un ragionamento serio". Quale? Alcune settimane fa era venuto fuori l’ipotesi di un allineamento di tutte le concessioni al 2031, incompatibile però con la holding dei Comuni soci.

Siamo di fatto. è questa è una certezza, alla fase 2 della Multiutility visto che la holding aveva previsto, nel percorso di costruzione, di liquidare la quota di Acea per riprendere in mano l’intera gestione del sistema acque. Cosa che non avverrà.

Luigi Caroppo