Giorgio Silli in campo: "Con Gianni Cenni. L’alternativa necessaria allo sviluppo di Prato"

Il sottosegretario agli Esteri: "Con lui competenza e capacità di visione. L’egemonia della sinistra ha bloccato tutto con progetti sbagliati. rendering e marciapiedi. La città deve tornare ad attrarre investimenti". .

Giorgio Silli in campo: "Con Gianni Cenni. L’alternativa necessaria allo sviluppo  di Prato"

Giorgio Silli, sottosegretario agli Esteri. A sinistra il candidato sindaco Gianni Cenni

"I miei impegni istituzionali sono molti in giro per il mondo, ma nelle prossime settimane sarò a Prato il più possibile, perché amo la mia città e mi impegnerò al massimo per la vittoria di Gianni Cenni e del suo progetto di alternativa politica nel segno della concretezza e del lavoro, per il rilancio e lo sviluppo del nostro territorio". Il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli è in campo in questa sfida elettorale, anche con la lista che porta il suo nome e quello del suo partito, Noi Moderati.

Perché Gianni Cenni?

"La politica è una cosa seria e Gianni ha l’esperienza e le caratteristiche per essere un ottimo sindaco. Faccio un esempio fra tanti: è stato assessore all’urbanistica e sa bene come si costruisce un piano strutturale, sa bene come costruire un progetto di futuro. La politica non è solo gestione delle emergenze, ma soprattutto quella locale deve essere lungimiranza e idee chiare sullo sviluppo del territorio".

Come sono i vostri rapporti?

"Ci conosciamo da tanti anni, è grande la collaborazione. Sono convinto che il combinato disposto di Gianni Cenni sindaco e me, che sono uno dei due membri toscani del governo, possa creare un filo diretto molto efficiente a livello politico-istituzionale per trovare il carburante di cui Prato ha bisogno per tornare a decollare".

Da segretario regionale di Noi Moderati ha partecipato alle trattative per tutte le candidature a sindaco della Toscana. C’è qualche retroscena sulla scelta fatta per Prato?

"Come in ogni trattativa sono emersi anche nomi del mondo civico, ma non è un segreto che ho sempre preferito un profilo politico, e che mi sono impegnato per arrivare a un accordo per correre tutti insieme, in modo complementare, a partire da Gianni Cenni e Rita Pieri, due amici, dei quali conosco bene la storia, l’impegno nelle istituzioni e per la città".

Come vede la partita fra centrodestra e centrosinistra?

"Più che una sfida fra centrodestra e centrosinistra, per me si tratta di una battaglia per una coalizione alternativa al potere egemone che da troppi anni frena, asfissia, lo sviluppo della città. In questi dieci anni abbiamo visto rendering, marciapiedi che hanno bloccato la mobilità, disegni di fantomatiche giungle urbane. Non abbiamo ancora capito, in dieci anni, come sarà il parco centrale. Intanto però pochi giorni fa ho perso un treno perché bloccato in fila al Soccorso. Quanto tempo si è perso, quanto tempo hanno perso i pratesi".

Anche lei ha dubbi sul sottopasso?

"Sono certo che con il sovrappasso che aveva proposto la giunta Cenni dieci anni fa il problema oggi sarebbe risolto, senza contare i milioni aggiuntivi da spendere per il tunnel voluto da Biffoni e Barberis. Ma questo è uno dei tanti esempi possibili. Servono concretezza, progetti utili e fattibili in tempi ragionevoli. Altro che giungle urbane e fabbriche dell’aria. Prato deve tornare ad essere attrattiva per gli investimenti che creano posti di lavoro e ricchezza, anche da redistribuire per sostenere chi ha meno possibilità".

Perché una lista con il suo nome?

"Perché sento di dovermi impegnare in prima persona per la mia città. Mi prendono in giro al ministero, dicono che sono pratocentrico. Ad ogni missione trovo il modo di ragionare di Prato. In quella in Guatemala ho perfino raccontato a miei omologhi, membri di governo stranieri, la storia di Musciattino e della cintola... Ecco, la lista con il mio nome è il segno tangibile del mio impegno personale per Prato, per Gianni, insieme a tutti gli amici della coalizione".

Anna Beltrame