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20 mag 2021

"Franco mi disse: la morte non mi spaventa"

Padre Bormolini ai funerali di Battiato in Sicilia. "Voleva venire a cantare a Mezzana, i suoi amici mi hanno promesso che lo faranno per lui"

20 mag 2021
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera
Il cantautore. Franco Battiato insieme all’amico. padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera

PRATO "E’ stato un momento molto intenso, in cui ho potuto raccontare alcuni aspetti di Franco che tutti dovevano conoscere. Ho fatto una riflessione sulla vita e sulla morte e su come quest’ultima sia solo un pasaggio". Così Padre Guidalberto Bormolini, presidente della onlus Tutto è Vita e responsabile della comunità "Ricostruttori nella preghiera" con sede a villa del Palco, che ha partecipato al rito funebre di Battiato, tenutosi a villa Grazia, a Milo in Sicilia, con la benedizione della salma. Un’amicizia nata otto anni fra il religioso, la comunità dei Ricostruttori e il musicista e cantautore, morto martedì all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. "Fu lui a cercarmi, dopo aver letto i miei scritti sulla vita e sulla morte. Si voleva confrontare su questi temi con me - ricorda padre Bormolini - Sono rimasto a casa sua per due giorni, durante i quali abbiamo approfondito temi sulla mistica cristiana". Un legame forte, sincero, libero fra i due, tanto che quando veniva in Toscana Battiato spesso era ospite di villa del Palco. Padre Bormolini ha avuto modo di stargli vicino anche nel periodo della malattia. Aveva paura della morte? "Io credo di no - dice l’amico sacerdote - anzi, la morte per lui era solo un passaggio. Gli ho chiesto se era preoccupato e se era pronto. Di fronte a questa domanda lui mi disse: ‘No, ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto una vita bella, mi sono divertito’. E i suoi occhi luminosi non mentivano. Lui sentiva di aver svolto la sua missione con soddisfazione su questa terra e lo deduceva dal fatto che il suo corpo perdeva qualche colpo pian piano". Un’esistenza che lascia una grande eredità fatta di umanità vera e amore. Un’eredità che dispenserà i frutti anche alla comunità pratese. "Franco si informava ...

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