I carabinieri davanti alla casa, nei riquadri Leonardo Santini e Claudia Corrieri
I carabinieri davanti alla casa, nei riquadri Leonardo Santini e Claudia Corrieri

Vaaiano (Prato), 19 settembre 2020 - «Era la nostra unica figlia, non abbiamo mai avuto il sospetto che fra loro ci fossero problemi. Claudia era molto chiusa, non parlava di queste cose". Luciano Corrieri è il padre di Claudia. E’ un uomo distrutto dal dolore, non sa darsi una spiegazione per quello che è accaduto alla sua unica figlia, ammazzata dal compagno giovedì mattina a Vaiano. Risponde al telefono, la voce è bassa, a tratti rotta dalla commozione. "Mi scusi, sono venuto a prendere mia nipote dagli altri nonni – spiega – C’è questa creaturina che adesso non ha più nessuno al mondo. Amore, stellina...", si interrompe di colpo. E’ la bambina di Claudia che va incontro al nonno, ignara della tragedia immensa che si è consumata da poche ore e che l’ha lasciata improvvisamente orfana, senza più genitori. "Mi scusi, prendo la bimba, la porto da mia moglie per vedere se la distrae un attimo, se le dà un momento di conforto. Tesoro vieni dal nonno...", si interrompe ancora Luciano Corrieri. "Stanotte non abbiamo chiuso occhio come può immaginare", prosegue.

E’ un uomo stordito dal caos che ha sconvolto all’improvviso l’esistenza della sua famiglia. "Forse ci sarà un momento giusto per capire, per dare spiegazioni. Io e mia moglie siamo rimasti soli al mondo, non abbiamo più nessuno, solo questa creaturina". La telefonata si interrompe. Corrieri scambia alcune parole con i consuoceri nella casa di Vaiano dove è andato a recuperare la nipotina a cui adesso dovrà essere trovata una sistemazione. Secondo le procedure previste in casi simili, saranno attivati i servizi sociali del Comune e poi sarà interessato il tribunale dei Minori per l’affidamento.

Il dolore che si è abbattutto sulla famiglia Corrieri è lo stesso piombato nella casa dei genitori e della sorella di Leonardo Santini. I due anziani ieri sono rimasti chiusi nella loro casa di via Primo Maggio a Vaiano, a poca distanza da quella in cui il figlio abitava con la compagna, che invece è originaria di Iolo. La madre di Santini apre la porta della villetta che si trova in fondo alla strada. "Mi dispiace, ma non c’è più nulla da dire. Non c’è più nulla", taglia corto la donna richiudendosi in casa nel suo dolore.

La mamma della vittima, fuori dalla casa della tragedia
L’aria in paese è tesa, tutti sanno quello che è successo ma nessuno vuole commentare. Tutti conoscevano la famiglia di Leonardo Santini, brigliese doc. La mamma era molto attiva sia in parrocchia sia nell’organizzazione del torneo dei rioni della frazione. Hanno sempre vissuto lì, in quella manciata di case dove tutti sanno tutto di tutti, ma dove nessuno sospettava quello che stava passando per la testa di Leonardo. Neppure i vicini che, pure, avevano sentito i due litigare spesso. Non risultano denunce né interventi dei carabinieri per maltrattamenti in famiglia. I litigi venivano invece ricondotti nella sfera di una normale crisi di coppia.

L’ultimo violento screzio è stato avvertito giovedì mattina, poi il silenzio per tutto il giorno. Nessun rumore da quell’appartamento al primo piano in fondo a via Lavagnini dove ancora ieri sventolavano al sole i panni stesi e l’ombrellone da giardino era ancor a aperto. Il silenzio è stato interrotto solo dalle voci serene dei bambini che uscivano da scuola. La stessa scuola a cui Claudia pensava un giorno di iscrivere la sua bambina. La casa ieri era ancora circondata dalla fettuccia rossa e bianca dei carabinieri. Affisso c’è il cartello di sequestro disposto dalla magistratura. Nessuno può entrare, neppure i nonni per prendere qualche vestitino della bambina che adesso dovranno accudire.