Nida Mazzanti
Nida Mazzanti

Prato, 1 dicembre 2021 - Nelle casse del Comune potrebbe arrivare già entro fine anno o al massimo nei primi mesi del 2022 la prima tranche dell’eredità milionaria lasciata da Nida Mazzanti. Si tratta della storia della donna di 99 anni che alla morte, come gesto d’amore nei confronti della figlia Maria Laura scomparsa qualche anno prima, ha lasciato i propri averi al Comune di Prato, vincolandoli alla realizzazione di un nuovo canile. La figlia di Mazzanti, infatti, nutriva un grande amore nei confronti dei cani e degli animali, e così la 99enne ha deciso di destinare la propria eredità alla costruzione di un canile comunale capace di portare via gli animali dalla struttura attuale del Calice, spesso soggetta ad allagamenti. Fra titoli bancari investiti e liquidità sui conti correnti di due distinti istituti di credito Mazzanti ha lasciato averi per 917.000 euro. L’eredità però va divisa a metà fra il Comune e la cooperativa Sarah (quest’ultimi fondi sono destinati alle migliorie per l’Rsa Santa Caterina de’ Ricci). Nei prossimi mesi, quindi, nelle casse del Comune potrebbero arrivare 458mila euro. E proprio per questo ieri pomeriggio il consiglio comunale ha approvato lo snellimento della procedura burocratica per incassare i fondi.

L’eredità, infatti, era stata accettata dal Comune con beneficio di inventario, mettendosi al riparo da eventuali passività pendenti sui beni di Mazzanti. Ma l’inventario portato avanti dal notaio, non solo non ha fatto emergere la presenza di creditori, ma ha pure consentito al Comune di sanare a proprio vantaggio una situazione pregressa su terreni che invece spettavano alla cooperativa Sarah. Da qui la decisione del consiglio comunale, su richiesta degli uffici, di uscire dalla procedura con beneficio di inventario, evitando ogni volta di dovere passare da tribunali e avvocati per potere completare l’iter dell’incasso dell’eredità. I primi fondi che entreranno in bilancio saranno destinati alla progettazione del canile, che non sarà una semplice struttura per ospitare gli amici a quattro zampe in attesa di una famiglia che li accolga. Bensì sarà una vera cittadella degli animali, con dog park, anagrafe canina e servizi dell’Asl. La zona di intervento però non è stata ancora scelta dall’amministrazione comunale, che si è limitata a indicare la presenza di tre aree (una a sud, una a nord e l’altra all’ovest) oggetto di scelta, su terreni già di proprietà pubblica. Lo spazio dovrà essere fra i 15.000 e i 20.000 metri quadrati.

"Di sicuro non vogliamo spendere una parte dell’eredità per effettuare espropri – spiega l’assessore Cristina Sanzò - L’idea è quella di realizzare una struttura moderna, lontana dalle case, dove ci possa essere ampio benessere e cura per i cani e per gli animali. Il percorso sarà a step, anche perché l’eredità ci arriverà completamente nel corso dei prossimi anni. La struttura ospiterà fra i 50 e i 70 cani, e porteremo avanti un percorso partecipativo col quartiere che sarà individuato come quello più idoneo per ospitare il canile, in modo da spiegare come questa rappresenti un’occasione di riqual ificazione per la zona".

Come anticipato da Sanzò, l’eredità milionaria di Mazzanti non si limita alla liquidità e agli investimenti in banca. La 99enne pratese aveva anche terreni, capannoni e fondi commerciali. Al Comune spetta un quarto di terreni a Maliseti situati fra viale Marzabotto ad angolo con via del Gorello, via di Maliseti, e via Coppola. Poi due fondi commerciali, uno in via Fosse Ardeatine e l’altro in via Montalese, e un capannone a Vernio, in località Pianatino. Dalla vendita di questi beni il Comune vedrà salire sopra al milione di euro la somma complessiva spettante dell’eredità. "In consiglio comunale è stata approvata la procedura migliore per procedere con minore burocrazia nell’accettazione dell’eredità - conclude l’assessore Gabriele Bosi - Dopo le rassicurazioni derivanti dalla procedura notarile, adesso possiamo andare verso l’incasso della somma spettante all’amministrazione comunale".